Ruben Xaus ha corso sia in MotoGP che nel mondiale Superbike, laureandosi vicecampione delle derivate dalle serie del 2003, alle spalle di Neil Hodgson. Quest’anno collabora con l’Avintia Racing team in MotoGP al fianco di Tito Rabat e Karel Abraham ma segue comunque con grande attenzione il mondiale Superbike, dove ha trascorso una lunga e importante parte della sua carriera, fino al 2011, anno del suo ritiro. Per questo, il pilota spagnolo ha rilasciato delle dichiarazioni a WorldSBK.com a proposito della lotta al vertice fra Jonathan Rea e Alvaro Bautista e ha sottolineato la differenza fra la prima e la seconda parte della stagione. 

LE MODIFICHE AL REGOLAMENTO - “È come se fossero stati due campionati diversi: c'è stata battaglia tra Bautista e Rea, dove uno è stato il dominatore assoluto nella prima parte di stagione”, ha spiegato Ruben Xaus. “Poi il regolamento ha imposto delle modifiche. Quando una moto funziona bene bisogna controllare il motore e limitare quella ‘musica’ che ti permette di guidare con gusto• Questo ha degli effetti nel modo di guidare e si ripercuote su tutto. La moto è meno competitiva, la pressione aumenta e anche la fame dei tuoi rivali di batterti diventa sempre più intensa”.

IL FATTORE UMANO - Per questo, dopo essere stato il vincitore di tante gare all’inizio del campionato, Bautista ha dovuto cedere la leadership nelle mani di Rea. A partire dal quarto round, infatti – l’appuntamento di Assen – per regolamento Ducati ha dovuto ridurre i giri del motore di 250 rpm.

Oltre al fattore tecnico, secondo Ruben Xaus anche quello psicologico conta molto.

“Rea ha imparato molto in questa prima parte di stagione, si è trovato in pista un rivale che non conosceva affatto...”, spiega Xaus. “È stato il leader di questo campionato per quattro anni e all’improvviso arriva uno e lo sorpassa... Quello che ha fatto Jonathan è stato imparare molto durante da queste gare, non si è innervosito, non è impazzito e questo gli ha permesso di restare lì in ogni momento riuscendo sempre ad essere il secondo miglior pilota in pista. E quando le moto si sono equilibrate secondo il regolamento, visti i risultati che stava ottenendo Alvaro, Johnny è tornato a vincere”.

LA PRESSIONE AUMENTA – Ruben Xaus ha analizzato finemente l’aspetto piscologico che molto verosimilmente Bautista sta vivendo.

 “Se sbagli una gara, inizi ad accusare la pressione e quando poi ne sbagli un’altra e poi un’altra ancora e inizi ad accumulare due, tre errori consecutivi inizi a pagarli cari. Soprattutto se il tuo principale rivale non fa mai errori e questo non può che attribuirsi all’aspetto tecnico quando, per esempio, la moto non si comporta come vorresti o come faceva prima delle modifiche”.

Ruben Xaus, da pilota, aggiunge un’altra considerazione importante.

“Non è che Alvaro faccia qualcosa di sbagliato, è che forse ora il vento sta soffiando in un’altra direzione. I suoi rivali sono abituati a lavorare sotto pressione e stanno gestendo meglio la situazione. Agli occhi di un profano, sembra che Alvaro si sia dimenticato come andare in moto e 5 mesi fa sembrava che invece fosse Rea quello che non si ricordasse come guidare… tutto è amplificato rispetto a quello che è realmente”.

REA SI E’ SVEGLIATO – Secondo Ruben Xaus, con l’arrivo di Bautista, Jonathan Rea ha dovuto impegnarsi di più. “Rea ha imparato che anche se vinci quattro titoli, non puoi dormire, si è dovuto svegliare, e come se l’ha fatto!”, dice Rea. “Lo ha fatto lui, la sua squadra e la Kawasaki. Questo è stato un ottimo stimolo per non permettere alla Kawasaki di dormire. Prima potevano pensare ‘se stiamo vincendo usando una sola mano, perché fare dell’altro’, invece la prima parte di stagione è stato un bel colpo e gli ha resi tutti più forti. Lo conferma Haslam che sembrava in grandi difficoltà sulla moto e invece si trova ora a stare davanti con una squadra competitiva…”

ASPETTANDO IL CORPO A CORPO - Con quattro round ancora da disputare, ci sono 81 punti tra Rea e Bautista e Xaus non si sbilancia su chi potrebbe essere il nuovo campione del mondo.

“Non si può mai dire, soprattutto adesso, con tre gare per Round e molti più punti in palio ad ogni appuntamento. Può succedere di tutto, una caduta, un infortunio che non si augurano a nessuno però sono situazioni che potrebbero verificarsi. Fino alla fine, non sapremo chi sarà il campione!” conclude Xaus, che si augura anche di vedere un “corpo a corpo in pista perché non abbiamo ancora visto uno scontro diretto e duro tra loro”.