Dopo i recenti test proprio a Portimao, Pirelli si prepara a tornare all’Autódromo Internacional do Algarve per affrontare il decimo round stagionale del Mondiale Superbike, in programma dal 6 all’8 settembre.

A Portimão, dopo l’assenza delle categorie Supersport a Laguna Seca, tornano in scena tutte le classi del Campionato e, a quattro round dal termine, i Campionati sono più aperti che mai con tutti i titoli iridati ancora in palio.

Per l’occasione l’azienda italiana di pneumatici farà debuttare una nuova soluzione SCX.

LE GOMME - Pirelli porta a Portimão un totale di 3.482 pneumatici necessari a coprire le necessità di tutte e tre le classi del campionato sia in caso di asciutto sia qualora le condizioni climatiche fossero avverse.

La classe SBK continuerà ad utilizzare esclusivamente pneumatici in misura maggiorata 125/70 anteriore e 200/65 posteriore. In totale le soluzioni slick a disposizione dei piloti saranno sei: due anteriori e quattro posteriori.

Per l’anteriore, Pirelli propone la SC1 di gamma 125/70 in mescola morbida e la SC2 di sviluppo X1071 in mescola media.

Due invece le opzioni posteriori di gara, entrambe in mescola morbida: alla SC0 di gamma 200/65 si affianca infatti quella di sviluppo X1351, che ha debuttato ad Jerez ed utilizza la stessa mescola della SC0 di gamma ma una nuova costruzione che garantisce un miglioramento delle prestazioni grazie ad un'area di impronta maggiorata.

LA NUOVA SCX - In aggiunta alle due soluzioni da gara, la novità è costituita da una nuova soluzione SCX in specifica Y0781 che utilizza una struttura rinforzata ma una mescola estremamente morbida progettata ad hoc per essere sfruttata nel corso del turno di qualifica in preparazione all’utilizzo dell’unico pneumatico supersoft da Superpole in specifica X0684 a disposizione dei piloti.

LA SUPERSPORT - Nella classe SSP a disposizione dei piloti ci sono due soluzioni anteriori e altrettante posteriori. All’anteriore, come già accaduto negli ultimi round, saranno presenti le SC1 e SC2 di gamma. Al posteriore invece la SC0 di gamma in misura standard 180/60 verrà ancora una volta affiancata dalla SC0 di sviluppo Y0410 in misura maggiorata 190/60che ha debuttato a Misano ed è stata utilizzata anche a Donington.

IL CIRCUITO - L’Autódromo Internacional do Algarve è stato progettato dall’architetto Ricardo Pina ed inaugurato nel 2008. È lungo 4.592 metri con 9 curve a destra e 6 a sinistra e presenta una configurazione con una pendenza massima di 57 metri, raggi di curva che vanno da un minimo di 23 metri ad un massimo di 207 metri, e un rettilineo d’arrivo che ha una lunghezza complessiva di 835 metri.

Nonostante l’asfalto sia ormai datata, questo tracciato rimane uno dei circuiti che mette maggiormente in risalto le capacità di un pneumatico di lavorare in condizioni molto differenti per via dei suoi saliscendi e delle impegnative curve cieche. Il pneumatico posteriore deve far fronte a oscillazioni di temperatura notevoli e subisce poche ma intense sollecitazioni meccaniche/termiche, quello anteriore è sempre impegnato in curve lente e ad ingresso rapido con raggio di curvatura piccolo che costringono il pilota a frenate brusche, anche in discesa.

LA CURVA PIÙ IMPEGNATIVA - La parte più impegnativa per i pneumatici è l’ultima curva che ha una lunghezza di 350 metri e un tempo di percorrenza di oltre 6 secondi e che, con un raggio di curvatura di circa 150 metri, costringe il pilota a mantenere la moto in costante accelerazione e a passare da 150 a 250 Km/h con un angolo di piega di circa 50°.

Ne consegue un notevole incremento della temperatura sul lato di pneumatico interessato dalla piega, in particolare per quanto riguarda quello posteriore che deve resistere al calore elevato e garantire allo stesso tempo una forte forza laterale e la possibilità alla moto di accelerare. I tempi di percorrenza alti e gli angoli di piega fissi possono generare quindi elevati spinning e significativi picchi di temperatura. Questo indebolimento della mescola per via termica può causare, anche con un asfalto ormai usurato, un’asportazione importante di materiale della mescola di spalla.

Le curve 5, 8, 11, 13, e 14 presentano invece un raggio di curvatura molto piccolo, all’incirca di 30 metri, e il pilota è costretto a frenare fino a velocità molto ridotta. Percorsa metà curva, allo pneumatico posteriore freddo è richiesta una forte accelerazione longitudinale fino a 1G con un angolo di piega di 50°. In generale gli pneumatici sono particolarmente freddi soprattutto quando si inseriscono nelle curve a sinistra, le numero 5 e 13.