Inutile girarci troppo intorno. Alvaro Bautista è il grande sconfitto della stagione 2019 della Superbike. L'inizio entusiasmante, le vittorie, i distacchi abissali, avevano messo in discussione tutto. Il valore di Rea, la sicurezza della Kawasaki. Il titolo di pilota proveniente dalla MotoGP aveva rimesso in discussione il livello stesso del Campionato. Ma come accade da cinque anni a questa parte, alla fine vince sempre Rea. E' successo anche questa volta e i motivi sono tanti, non solo i meriti del Cannibale, che mai ha mollato. La confusione in casa Ducati sulla conferma dello spagnolo ha portato la tensione nel box a livelli inimmaginabili. Bautista ha iniziato a commettere una serie incredibili di errori, e il fatto che abbia corso in Francia, e correrà le ultime due tappe, da pilota Honda Hrc ufficiale con tanto di intervista al canale ufficiale Dorna Tv dovrebbe far riflettere un po' tutti, anche a Borgo Panigale.

ACCETTARE LA SCONFITTA - Lo spagnolo ha accettato la sconfitta ed è ben consapevole di non aver perso il titolo in Francia: «Ho fatto i complimenti a Rea perché ha disputato una stagione fantastica, ha tratto il massimo da ogni tipo di situazione che ha fronteggiato. Sicuramente ha un mezzo ed una squadra formidabili, hanno molta esperienza e credo che meriti questa vittoria. Per me questo campionato è stato fatto di belle sensazioni, perché era tutto nuovo. Io questo titolo non l’ho perso oggi».

AMAREZZA FINALE - Un buon esordio nella Superbike per lui, macchiato però da un amarissimo finale di stagione: «Vincere 11 gare di seguito non era immaginabile prima dell’inizio. Ma poi non potevo immaginare nemmeno cosa potesse succedere dopo. Ci sono state tante situazioni che mi hanno fatto perdere tanti punti, per differenti ragioni. Tutto sommato è stato un buon anno per noi, anche se non abbiamo vinto il titolo, sono contento di me stesso, perché ho provato a prendere il massimo in ogni situazione».