La gara di Aragon del mondiale Supersport è stata condizionata dalle cadute, con cui diversi piloti che avrebbero potuto essere protagonisti sono invece finiti fuori gioco. Ma andiamo con ordine. In Spagna fa freddo e l’asfalto non vuole saperne di sapere di salire sopra i 16 C° e come se non bastasse tira anche molto vento, condizioni non certo ideali per andare in moto e per avere una buona aderenza. In partenza i tre della prima fila scattano tutti male, tranne Morais che diventa primo, mentre secondo e terzo si trovano Smith e Mahias, con Sofuoglu e Jacobsen che si ritrovano quarti e quinti.
 
Dopo qualche giro il gruppo di testa è abbastanza definito ma le distanze non consentono di sorpassare, per cui c’è una fase centrale abbastanza statica. Lo status quo cambia a 12 giri dalla fine quando cade Tuuli, imitato due giri dopo da Smith che ha perso l’anteriore in staccata alla curva 14 e forse ha sfiorato la ruota posteriore di Mahias. Il giro successivo è la volta di Sofuoglu e Caricasulo. Al primo sinistra dopo il rettilineo l’italiano perde il posteriore, fa un high-side e va per terra, il turco della Kawasaki che lo seguiva a brevissima distanzanon può evitarlo, sale sopra la sua moto e cade.
 
La botta è forte per entrambi ma le prime indicazioni che arrivano dal centro medico possono far escludere con certezza danni gravi. A questo punto, il gruppetto che si era formato non c’è più e si prospetta una volata a due tra le Yamaha di Morais e Mahias, con Jacobsen lievemente attardato che non riesce a tenere il passo. I due centauri Yamaha si sono studiati per un po’ e al penultimo giro è iniziata la battaglia tra i piloti di testa con una serie di sorpassi e controsorpassi, ma alla fine all’ultima curva ha prevalso Mahias che è riuscito a girare molto più stretto ed è stato più veloce in volata.