Quella della Moto3 è stata una stagione bellissima e combattuta, durante la quale almeno quattro piloti hanno avuto la possibilità concreta di vincere il titolo. Soprattutto nella seconda parte, è stata probabilmente l’unica categoria delle tre del Motomondiale a offrire motivi concreti per seguirla incollati alla TV, giro dopo giro. Il dominio dei due fratelli Marquez, nelle altre classi, ha annullato qualsiasi speranza di un finale diverso.

A fare sua la Moto3 è stato Lorenzo Dalla Porta, 22 anni da Prato, talento sbocciato definitivamente dopo le belle cose fatte vedere negli anni scorsi nel CIV prima e nel CEV poi. Della sua velocità e della sua costanza abbiamo già scritto sull’editoriale del numero scorso, ma la vittoria rinforza ancora di più il concetto espresso in precedenza: in Australia avrebbe potuto accontentarsi di un piazzamento comodo ma, forse, dopo aver ragionato e calcolato per gran parte della stagione, ha voluto mettere la ciliegina sulla torta a un anno sportivamente perfetto.

Il trionfo di Lorenzo è stato l’ennesimo capolavoro da parte del Team Leopard Racing. La squadra guidata al box da Christian Lundberg e formata da uno staff in gran parte italiano, è la struttura più vincente da quando è nata la Moto3: iridata nel 2015 con Danny Kent, ha bissato nel 2017 con Joan Mir e fatto tripletta quest’anno, staccando così la Red Bull KTM Ajo. Un applauso va anche a Tony Arbolino, altro “prodotto” della FMI e sfidante sempre corretto e sportivo di Dalla Porta, e a Max Biaggi: l’ex campione romano, all’esordio nel Mondiale con la sua struttura, è stato in lotta per il titolo fino a due gare dal termine con Aron Canet. Senza dimenticare Niccolò Antonelli e Romano Fenati, due dei quattro piloti italiani capaci di vincere almeno una gara in questo 2019, e i podi di Celestino Vietti Ramus, Andrea Migno e Dennis Foggia.