Bradley Smith, Sam Lowes, Jake Dixon, John McPhee. Diciamoci la verità: dopo Cal Crutchlow, il motociclismo britannico dei GP non sembra aver sfornato dei nomi capaci di sostituirlo quando deciderà di appendere il casco al chiodo.

Una situazione paradossale, se si considera per esempio l’amore degli inglesi per le derivate di serie (soprattutto nella declinazione nazionale, il BSB) e i nomi che hanno fatto la storia della Superbike: da Carl Fogarty a Jonathan Rea. Le ragioni di questa mancanza le illustra bene il diretto interessato in un’intervista esclusiva, e lo fa anche il nostro Manuel Pecino, che ha interrogato gli addetti ai lavori e chi di motociclismo inglese ne sa certamente più di noi. Quindi vi offriamo un’inchiesta su cosa è successo e come si lavora nel Regno Unito per lanciare i piloti promettenti e cosa si dovrebbe fare per invertire una tendenza preoccupante

Per scovare nuovi talenti, la Dorna ha operato direttamente per tre anni, supportando la British Talent Cup. Raccogliendo un bottino piuttosto magro. Adesso, quel testimone prova a prenderlo anche la Northern Talent Cup, dedicata non soltanto ai giovani inglesi ma a quelli di tutta l’Europa del Nord, ormai da anni in sofferenza nel numero di presenze e nella qualità rispetto agli “squadroni” di Italia e Spagna. 

In questo numero, ampio spazio è riservato alle gare su sabbia, araba e africana, ai vincitori di oggi e a quelli di ieri. Ma potrete leggere anche gli argomenti “caldi” della Superbike, a pochi giorni dal via dei primi test del 2020, la sesta puntata del MotoDossier dedicata al CIV, la presentazione degli Internazionali d’Italia di Cross e quella dei team e dei piloti protagonisti al Motor Bike Expo di Verona. Vi diamo ancora qualche consiglio utile nel caso in cui voleste seguire i piloti sui circuiti storici del Motomondiale e vi facciamo salire in sella alla “classic” Benelli Imperiale 400. Motosprint è ogni settimana più ricco. Buona lettura!