In questo 2020, per Andrea Dovizioso sarà ancora più complicato confermarsi rivale numero uno di Marc Marquez per il titolo mondiale. Il motivo è semplice e si chiama Yamaha: la Casa di Iwata sembra sempre più propensa a soddisfare le richieste tecniche di Maverick Viñales e può sfruttare un Fabio Quartararo pronto a confermarsi al top dopo essere stato protagonista assoluto nell’anno d’esordio.

Il secondo aspetto, non meno importante, riguarda la sua “dotazione”: Dovi ha sempre chiesto una migliore guidabilità, soprattutto in curva, per la sua Desmosedici. Gigi Dall’Igna, per quest’anno, sembra avergli regalato ancora più cavalli. Vedremo se l’ormai evidente differenza di vedute tra lui e il progettista si rivelerà un ostacolo oppure se arriverà il definitivo salto di qualità per tornare sul tetto del Mondo. Tredici anni dopo il titolo di Casey Stoner.

Ultimo punto chiave, il mercato: Andrea avrà bisogno di un’altra stagione al top per rimanere appetibile per la stessa Ducati o per gli altri top team della MotoGP. Allo stesso tempo, la Casa di Borgo Panigale dovrà dimostrare di avere una moto all’altezza per attirare, eventualmente, l’attenzione di altri nomi importanti.

Di sicuro, c’è che la moto non è stata stravolta, rispetto all’anno scorso: è bastato vederla in occasione della presentazione a Bologna. E sono bastate le parole di Dall’Igna e di Michele Pirro, i quali hanno parlato di evoluzione e non di rivoluzione. Con buona pace di Dovizioso. Forse, la rivoluzione tanto attesa arriverà nel 2021. Quando il tempo del forlivese potrebbe essere scaduto. Per questo, il 2020, si rivelerà importantissimo per entrambi.

“Ultima chiamata” per Dovi: nel 2020 batterà Marquez?