La scorsa settimana abbiamo dedicato le prime pagine ai pareri dei team manager riguardo l’inedita situazione dello stop delle gare. Ci sembrava giusto dar voce a chi vive “dentro” il problema e deve fare i conti con il denaro e gli sponsor per correre e per pagare i propri dipendenti. Questa settimana, l’approfondimento riguarda invece la questione dei contratti dei piloti, e cosa potrebbe succedere nel caso in cui i campionati venissero accorciati o addirittura cancellati. Abbiamo preso come esempio la MotoGP ma il discorso vale un po’ per tutti. Sul prossimo numero parleremo di spettatori, TV e introiti.

Come avrete notato, sebbene i campionati siano fermi noi di Motosprint ci stiamo dando da fare per “scavare” nei problemi e nelle questioni più delicate che questa situazione sta generando. Al tempo stesso, proviamo a farvi “evadere” dalla negativa quotidianità con i racconti dei personaggi, delle realtà e dei team che ruotano nel nostro mondo. Perché la nostra filosofia, nonostante tutto, non cambia. Come anticipato nell’editoriale del numero precedente, dai primi di aprile vi porteremo con noi nel passato, attraverso un viaggio nel tempo che speriamo possa farvi tornare in mente le cose belle del nostro sport. Perché anche di questo, oggi, abbiamo bisogno.  

Vi anticipo anche che la prossima settimana, sui nostri canali social e sul sito lanceremo una serie di interviste e approfondimenti video a piloti e manager. Lo faremo dalle nostre “quarantene preventive”. Perché non vogliamo fermarci e perché vogliamo continuare a raccontarvi il nostro mondo.

A breve arriveremo in edicola con ulteriori novità. Restate connessi con noi per scoprirle. Per ora vi lascio con uno dei tanti messaggi che ho ricevuto in questi giorni e che mi ha colpito. Me l’ha scritto un nostro lettore affezionato, Massimo: "Ho tutti i Motosprint dal 1984 e continuerò a comprarvi anche in questo momento di stop, perché ho visto che il giornale è ricco di argomenti e di approfondimenti. Anche di più rispetto a quando ci sono le gare. Motosprint è come il pane, se non ce l’ho sottomano ogni settimana mi sento vuoto". Andiamo avanti con entusiasmo, per Massimo e per tutti voi.

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