L’argomento è uscito durante una bella chiacchierata con Ruben Xaus fatta sulla nostra pagina Facebook per la serie #ScattoSprint: esclusi Dovizioso e in parte Capirossi, negli ultimi anni gli altri piloti italiani sella alla Ducati non sono quasi mai riusciti a lottare realmente per il titolo della MotoGP e della Superbike. Pensiamo a Rossi, Melandri, Iannone in un campionato, allo stesso Melandri, a Lanzi, Biaggi, Fabrizio, Giugliano e Badovini nelle derivate di serie. Forse, come ci ha confessato lo stesso Ruben, per i nostri connazionali, uno dei problemi del correre con la Ducati è il dover gestire la pressione che il compito comporta

Guardando al futuro della MotoGP, per continuare a vedere un pilota italiano sulla Ducati ci affidiamo a speranze di rinnovo di Andrea Dovizioso (il quale, purtroppo, non è eterno sportivamente parlando), a quelle di crescita di Francesco Bagnaia nel “vivaio” Pramac o ad un affascinante ritorno di Andrea Iannone. Con l’ombra, sempre più grande, di una promozione di un bel talento proveniente dalla Moto2: lo spagnolo Jorge Martin. 

In Superbike, invece, lo scenario potrebbe rivelarsi affascinante. Nell’intervista del numero scorso, Danilo Petrucci ci aveva detto che, nel caso di porte chiuse in MotoGP, penserebbe più alla Dakar che alle derivate di serie. Noi crediamo invece che, se non dovesse firmare il rinnovo con Ducati e se trovasse porte chiuse in Aprilia, un suo ritorno nel circus della Superbike farebbe bene a tutti. All’interesse degli italiani per il campionato (Biaggi e Aprilia sono lì a dimostrarlo). A lui, perché avrebbe certamente la possibilità di lottare per il titolo mondiale, stimolato dal fatto che nessun azzurro è riuscito finora a vincerlo in sella alla Ducati. E a noi, perché ci ritroveremmo tutti a tifare un ragazzo pulito, onesto, umile. E velocissimo. 

Il futuro di Petrucci in SBK: il paddock la pensa così