Il ko di Marc Marquez al primo appuntamento dell’anno è soltanto la punta dell’iceberg. L’episodio che fa più notizia, vista la gravità dell’infortunio e l’importanza del nome. A Jerez, i piloti della MotoGP sono tornati in pista dopo ben otto mesi senza gare. Dopo un solo GP, il numero di quelli che si schiereranno al via domenica prossima sempre sullo stesso circuito, rischia di assottigliarsi sensibilmente.

Danilo Petrucci ha corso con il collo ko per la caduta rimediata nei test del mercoledì, Alex Rins si è lussato una spalla in qualifica e Cal Crutchlow ha rimediato la rottura dello scafoide nel warm up. A chiudere, l’high side in gara del campione del Mondo, con la frattura dell’omero sulla stessa pista e nella stessa curva che nel 1999 fermarono la carriera di un altro pluridetentore del titolo con la Honda, Mick Doohan. Con una situazione all’improvviso delicatissima per la Casa Alata, che rischia di correre il GP Andalusia senza i due piloti che le hanno portato i maggiori risultati. Di questi quattro piloti, almeno due potrebbero essere costretti a saltare alcune gare e a dire addio a eventuali sogni di gloria per il 2020.

Con l'infortunio, Marquez dice addio al titolo? Il parere dei lettori

Eccolo, uno dei rischi di cui avevamo parlato e scritto nelle scorse settimane. È un problema di temperatura dell’asfalto? Di resa delle gomme? Oppure di scarsa abitudine alla pista e alla bagarre e, quindi, di mancanza di lucidità? O, meglio ancora, la conseguenza di stress e tensione scaturiti dall’idea di dover per forza fare il risultato pieno, viste le poche gare in calendario?

Potrebbe essere un mix di tutti questi fattori. Certo è che, dopo la prima gara della MotoGP, ci ritroviamo già con un campionato segnato dagli episodi. E questo tema, alla fine dell’anno, meriterà certamente un’attenta riflessione da parte di tutti i protagonisti del “circo” delle due ruote.

MotoGP, GP Jerez: le PAGELLE