Una stagione “diversa” ed emozionante, dicevano. Sembrava la solita frase di rito e invece, dopo quanto visto nelle prime tre gare e soprattutto lo scorso fine settimana, dobbiamo prendere atto che questo 2020 è davvero un anno ricco di colpi di scena

Il primo del weekend austriaco ce l’ha regalato Andrea Dovizioso: stanco di aspettare risposte e spiegazioni da parte dei vertici Ducati relativamente al suo nuovo contratto, prima ha annunciato al mondo ciò che si sospettava da tempo, ovvero il divorzio, e poi ha vinto di forza la gara. Sulla stessa Ducati che lascerà alla fine del 2020 a un pilota che, a meno che non sia Casey Stoner (e ne dubitiamo...), avrà comunque vinto meno del forlivese sulla Desmosedici.  

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Ciò che staremo a vedere con curiosità, da qui al 22 novembre, data dell’ultimo round atteso a Portimao, sarà il modo in cui Dovi e gli uomini della Rossa gestiranno questa separazione. Il sogno di tanti, tifosi dell’uno e appassionati dell’altra, è che ci sia la possibilità di chiudere in bellezza questa lunga storia, magari festeggiando insieme quel titolo accarezzato nelle ultime tre stagioni. Un ultimo grande regalo a chi in questi anni ci ha creduto e continua a crederci. Guardando le prestazioni altalenanti degli avversari e la classifica così corta, verrebbe da dire che tutto è possibile. Anche un fantascientifico ritorno nella “mischia” di Marc Marquez… 

Dei due incidenti della Moto2 e della stessa MotoGP ci sentiamo di dire soltanto due parole: per fortuna. Per quanto riguarda eventuali richiami o sanzioni a Johann Zarco, non ci sostituiamo a chi è incaricato di visionare, analizzare e prendere una decisione su ciò che è successo. A ognuno il proprio lavoro… ci sono già troppi giudici da tastiera, in giro. Diciamo solo che un po’ di lucidità in più, da parte di chi rischia a oltre 300 orari, non guasterebbe. 

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