Dal lockdown di inizio marzo sono passati poco più di sei mesi. Oltre centottanta giorni durante i quali il nostro stato d’animo da appassionati dello sport motociclistico è cambiato totalmente: dallo sconforto di non poter seguire i campioni impegnati in pista e sui tracciati off-road siamo passati all’attesa spasmodica che arrivi la domenica. Perché, da quanto stiamo vedendo, ogni weekend c’è un motivo (meglio, più di uno) per emozionarci e festeggiare

In una Misano che ha fatto da esempio per il Mondo con la riapertura delle tribune a 10.000 persone, hanno gioito quasi soltanto i nostri azzurri. Possiamo chiamarli i “figli di Vale”, visto che negli ultimi anni Franco Morbidelli e Francesco Bagnaia, finalmente concreti dopo aver soltanto assaporato il gusto della vittoria nei round precedenti, hanno “affilato le armi” nella VR46 Riders Academy. Dal vivaio di Tavullia arrivano anche Luca Marini e Marco Bezzecchi, i quali insieme a un Enea Bastianini già in profumo di MotoGP hanno monopolizzato la gara della Moto2. Un podio che ricalca i valori del Mondiale. Il tutto sotto gli occhi del “vecchio” Valentino, che ancora si diverte a sfornare nuove gag e risultati al top in sella alla sua Yamaha, ma che inizia a gongolare anche da manager-mentore-maestro.  

Misano è stata una boccata d’ossigeno anche per altre due realtà azzurre: per la SIC58 Squadra Corse, che ha conquistato il podio nella Moto3 con Tatsu Suzuki e per il Trentino Gresini che ha vinto la MotoE con Matteo Ferrari. Rientrando entrambi in lotta per il titolo nelle rispettive categorie.  

A proposito di titoli, Tony Cairoli ha corso come una vera leggenda a Faenza, riprendendosi la tabella rossa di leader della MXGP ai danni di Jeffrey Herlings e facendo capire a tutti che il decimo non è un miraggio. E, sempre a proposito di titoli, la prossima settimana noi italiani potremmo festeggiare già il primo… ma non diciamo di più per scaramanzia.  

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