La programmazione, le aspettative e la pressione che scaturisce. Alcune risposte di Franco Morbidelli nell’intervista esclusiva di questo numero sono rivelatrici, perché ci aiutano a capire un po’ meglio il personaggio, il pilota e l’uomo. Non sorprendono, però. La tranquillità e la pacatezza di Franky, quelle che mostra appena sceso dalla moto o quando lo si incontra nel paddock, pronto a parlare di basket NBA e dei suoi amati Golden State Warriors invece della vigilia della gara MotoGP, sono una sua caratteristica e rispecchiano in pieno il modo di affrontare la vita sportiva.

Scendere in pista senza stress, con gioia e un pizzico di follia, facendosi trasportare dagli eventi e accantonando i piani studiati. E godersela al massimo quando si raggiunge un risultato non programmato. Un approccio che anche in un anno come il 2021, in cui tanti si aspettano molto da lui dopo quanto fatto vedere in questa stagione, tende a mettere da parte l’ansia del risultato a tutti i costi. Probabilmente è un modo per proteggersi dalle continue richieste di obiettivi e risultati di cui il nostro sport, tra sponsor, media e addetti ai lavori, non può fare a meno.

Considerando i suoi risultati, tra il titolo europeo della Stock 600, quello mondiale della Moto2 e il recente secondo posto in MotoGP, non possiamo dargli torto. Anzi. In una fase come quella che stiamo vivendo, in cui programmare è diventato quasi inutile, potremmo rivalutare questo modo di approcciare con leggerezza presente e futuro. Se poi il 2021 dovesse portarci un Mondiale a sorpresa, sarà ancora più bello festeggiarlo a passo di… samba.

È così che Morbidelli lancia la sfida a Joan Mir: fra una settimana, Motosprint vi offrirà la replica del maiorchino con un’altra esclusiva.

Morbidelli: “Valentino è un grandissimo pilota e va fortissimo”