Un Maverick Viñales finalmente veloce sin dai primi giri di gara, aggressivo nei sorpassi e concreto nelle fasi decisive, è la certezza del round di apertura della stagione. Il ruolo di numero uno in Yamaha gli ha evidentemente giovato. A Losail il futuro papà è stato l’unico in grado di battere l’Armata Rossa della Ducati. Il ruolo di favorito per il titolo, dopo questa dimostrazione di forza, potrebbe essere suo. Ma il Qatar ci ha regalato altri quattro temi importanti

Il primo è legato a Johann Zarco e la sua concretezza. Il francese, al debutto con il Team Pramac, è riuscito a mettersi alle spalle i due “galletti” Pecco Bagnaia e Jack Miller, dimostrando di avere i numeri per tornare costantemente protagonista della top class. Il secondo è la solidità della Suzuki e soprattutto del campione del Mondo, Joan Mir: meno “appariscente” in prova rispetto a Ducati e Yamaha, la moto di Hamamatsu ha fatto capire a tutti perché il numero uno (virtuale) è sulla sua carena. E ha dimostrato che, forse, anche senza Davide Brivio può continuare a essere vincente. 

Gli ultimi due punti sono riservati a due realtà italiane. La prima è Aprilia Racing: con Aleix Espargaró, il reparto corse di Noale si è rivelato consistente anche in gara. Alla faccia di chi diceva che la RS-GP fosse una moto buona soltanto per il giro secco, ha chiuso a meno di sei secondi dal vincitore. 

Nel 2021 siamo pronti a vederne delle belle anche da Enea Bastianini. Il campione della Moto2 ha debuttato alla grande in MotoGP, a nove secondi da Mav e davanti a fior di piloti (Bradl, Rossi, Oliveira, Binder e anche agli altri due debuttanti Martin e Marini) dimostrando, se ce ne fosse bisogno, che il titolo iridato non si vince per caso. Bravo, Bestia!

MotoGP Doha, Bastianini è pronto: “Ho capito i nostri punti deboli”