L'editoriale del Direttore: l'anno d'oro della Yamaha

L'editoriale del Direttore: l'anno d'oro della Yamaha

La doppietta MotoGP-Superbike mancava da 12 stagioni, quando a vincere entrambi i titoli furono Rossi e Spies

Una stagione da incorniciare, per la Casa di Iwata. Alla vittoria del mondiale MotoGP a opera di Fabio Quartararo va a fare compagnia la corona di Toprak Razgatlioglu, il quale riesce a spodestare il “Re” Jonathan dopo sei anni di dominio. Una dimostrazione di forza incredibile, per il marchio giapponese, che prende il testimone di migliore al Mondo dalle altre sorelle nipponiche Suzuki e Kawasaki. Il compito più difficile, per la M1 e la R1, arriverà però nel 2022. Sappiamo tutti (e Joan Mir lo dimostra) che confermarsi in vetta è la sfida più ardua. Nella MotoGP, il francesino Fabio dovrà difendere il numero uno dallo squadrone Ducati, che già nei primi test di Jerez ha fatto capire a tutti qual è l’obiettivo del nuovo anno. Pecco Bagnaia vuole prendersi ciò che gli è sfuggito alla prima stagione da ufficiale ma dietro di lui ci sono altri giovani scalpitanti. Enea Bastianini, con la Desmosedici versione 2021, ha già dimostrato di trovarsi a suo agio…

Toprak, dal canto suo, dovrà vedersela contro un Jonathan Rea con il “dente avvelenato”. Al netto della sportività mostrata a Mandalika (che va applaudita sempre e comunque), siamo convinti che la perdita della corona tenuta in testa per sei stagioni sia un duro colpo da mandare giù. E quindi Jonathan si ripresenterà al via con un solo obiettivo: riprendersi il numero uno a tutti i costi. Ma non ci sarà soltanto lui, contro la Yamaha e Razgatlioglu: attenzione al ritorno di Alvaro Bautista in Ducati. E ai nostri italiani: la speranza è di vederli tutti costantemente al top. 

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