L'editoriale del Direttore: oltre i limiti

L'editoriale del Direttore: oltre i limiti

Quartararo guida oltre i problemi della Yamaha. Anzi, la fa sembrare la moto più equilibrata della top class

A oggi non sappiamo se nei prossimi anni sarà il nuovo Valentino Rossi o il nuovo Marc Marquez. Se dominerà il decennio come hanno fatto in passato il pesarese e lo spagnolo. Certo è che Fabio Quartararo, campione in carica e leader indiscusso della classifica, sta facendo di tutto per intraprendere quel percorso. E rimarcare il suo ruolo di numero uno assoluto e incontrastato, della MotoGP.

Personaggio trainante, idolo delle folle: da sempre, il motociclismo ha bisogno di creare personaggi, di identificare campioni in cui gli appassionati possano immedesimarsi. Fabio ha il physique du rôle, la “faccia da schiaffi”, la simpatia e il talento per diventarlo. Le oltre 200.000 persone arrivate anche per lui a Le Mans (anche, perché la grande cultura motociclistica francese fa scuola da sempre, al netto di mode e miti) sono un segnale incoraggiante verso quella direzione. 

Di suo, Fabio ci mette ogni domenica tutto il possibile dal punto di vista sportivo. Guida sopra i problemi e i limiti (d’età) della sua Yamaha M1. Anzi, li fa quasi diventare dei pregi. Questa è la sua forza. E il suo segreto. Ed è l’unico a riuscirci, tra i piloti di Iwata. Quando sembra che possa arrivare la pista in grado di metterlo in difficoltà, lui stupisce gli addetti ai lavori e il pubblico. E gli avversari, incapaci di contrastarlo con costanza e, soprattutto, di fare “squadra” tra di loro (meglio, tra quelli della stessa marca) per ostacolare la sua rincorsa verso il secondo titolo. 

Quartararo ha avi italiani e, a suo modo, si affianca alla grande tradizione tricolore del nostro sport, una storia che ha in Giacomo Agostini il grande simbolo: la Leggenda ha festeggiato i suoi 80 anni a Motosprint. Ad Ago, e all’evento con i nostri lettori, sono dedicate le prime pagine di questo numero.

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