GP Italia: Davide Tardozzi non le manda a dire a Marc Marquez

GP Italia: Davide Tardozzi non le manda a dire a Marc Marquez

L'otto volte campione del mondo è tra i piloti che chiedono di limitare l'uso di alcuni dispositivi come l'abbassatore posteriore. Il team manager Ducati non è d'accordo 

Uno dei temi offerti dal weekend del GP Italia è l’evoluzione aerodinamica e tecnica che vede protagonista la MotoGP, non digerita da tutti i piloti. In primis Marc Marquez, che negli ultimi tempi non ha risparmiato critiche alla direzione presa dal regolamento della top class.

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Mir in linea con Marquez


“Con l’attuale aerodinamica e la filosofia progettuale delle MotoGP è più difficile superare”, aveva raccontato l’otto volte campione del mondo durante il weekend di Le Mans, pensiero ribadito al Mugello: “Ognuno la vede a modo proprio. Chi è favorevole all’aerodinamica, chi all’abbassatore, chi alla potenza, chi alla velocità massima. Bisogna capire in quale direzione si vuole andare”.

“Il campionato deve capire che cosa vuole a livello regolamentare. Se vuole privilegiare lo show o la tecnica. Noi abbiamo bisogno di regole chiare e limiti precisi”, ha proseguito il pilota Honda. "La gente a casa non percepisce la differenza tra una moto più o meno veloce in curva, ma apprezza la battaglia e i sorpassi".

Marc Marquez non è stato il solo a criticare le soluzioni tecniche introdotte dalla MotoGP: il pensiero del #93 è condiviso da Joan Mir, secondo cui “aerodinamica e holeshot non aiutano lo spettacolo. In particolare, preferirei eliminare il device al posteriore”.

La replica di Tardozzi


A rispondere è stato Davide Tardozzi attraverso i microfoni di Sky Sport MotoGP difendendo l’utilizzo dell’abbassatore, dispositivo che richiede l’intervento del pilota durante la guida: “Secondo qualcuno il pilota è chiamato a fare troppe cose mentre guida? Sono automatismi, in Formula 1 ne fanno molte di più e guidano per due ore”, la risposta piccata del team manager Ducati.

“C’è chi sta montando una grande polemica per due azioni, due, in un giro”, ha incalzato Tardozzi.

“Sono i piloti a dirlo? Alcuni, non tutti, su suggerimento di altri. Se è per questo, devono cambiare trentadue volte le marce: si ricordano di questo? Ci sono situazioni che vanno analizzate, credo che spingere un bottone due volte al giro non sia un problema”, ha concluso il manager.

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