L’ultimo dei suoi sette record ufficiali di velocità su terra Valerie Thompson lo ha stabilito a settembre. Nella edizione numero 28 della World of Speed sul lago salato di Bonneville,  in sella a una BMW S 1000 RR della classe Modified Partial Streamlined Gas 1000 ha superato le due prove richieste facendo registrare una velocità di punta media di 208,812 miglia orarie, pari a 335,975 km/h! Per la verità Valerie si è spinta fino a 337,64 km/h, ma il regolamento per questo tipo di sfide omologa come record solo quello calcolato sulla media delle prestazioni sul passaggio di andata e quello di ritorno. Ad ogni modo, chilometro più chilometro meno, Valerie si è confermata la donna più veloce d’America su due ruote. Di diritto è entrata nel ristretto circolo Bonneville 200 MPH, il cosiddetto Club del Cappello Rosso, che ora sfoggia con orgoglio, «perché - come racconta lei stessa - sognavo di indossare il Red Hat da quando ho iniziato ad affrontare le sfide sui laghi salati, e ora che ci sono riuscita posso concentrarmi su nuove sfide». Nel mondo dei motori americano, ora Valerie se la batte con altre due “miss volanti”, in questo caso a 4 ruote: Danica Patrick, prima donna a vincere una gara con vetture tipo IndyCar, nel 2008 a Motegi, e a conquistare una pole in Nascar, nel 2013 a Daytona, alla media di 316,13 km/h, e Ashley Force, prima donna a ottenere un successo in una delle classi più prestigiose delle competizioni dragster NHRA - e cioè la Top Fuel Funny Car, seconda solo alla Top Fuel - raggiungendo nel 2008 ad Atlanta una velocità di 515,45 kmh in 4”837. Inutile ignorarlo, Valerie se la batte con loro anche su un altro piano, quello del fascino. Tutte e tre hanno indubbiamente un notevole sex appeal e a Valerie, come in particolare a Danica, ogni tanto piace giocarci. Come quando - lo potete vedere in queste pagine - si è prestata per qualche posa hot, riuscitissima, grazie a un fisico da modella che tiene in costante allenamento in palestra. Mentre Danica ha iniziato da ragazzina a correre in automobile e Ashley è cresciuta in una famiglia di amanti del brivido (il padre John è stato 16 volte campione della Top Fuel Funny Car) per Valerie tutto è cominciato molto più tardi e in modo imprevedibile, dopo una discreta carriera nel settore bancario, come consulente finanziaria, dietro una... tranquilla scrivania! VALERIE, che è nata il 17 aprile del 1967 e vive a Scottsdale, in Arizona, inizia infatti l’attività nel motorsport solo a 38 anni, direttamente nelle gare di accelerazione e con i tentativi di record di velocità su terra. Va a segno già nel 2006, conquistando l’AMA National Land Speed Record nella classe APF 2000, ad una velocità di 234,34 km/h, con una Harley Davidson Panhead preparata dallo specialista Keith Ball della BikerNet.com e ribattezzata Assal Weapon. Si ripete l’anno successivo, ancora con una Panhead, con cui sul lago salato di Bonneville questa volta si impone nella classe APS 2000, alla velocità di 260.23 kmh. Contemporaneamente partecipa alle competizioni dell’All Harley Drag Racing Association, piazzandosi terza a fine stagione 2007, e in quelle della National Hot Rod Association, dove gareggia con una Buell gialla e fucsia bellissima ed elegantissima, le cui forme sembrano raccordarsi in un tutt’uno con le sue. La svolta la compie nel 2012, quando dà vita al suo team, il Valerie Thompson Racing, si lega alla BMW e, in sella a una S 1000 RR, decide di concentrarsi nei tentativi di record di velocità su terra per moto di produzione e strettamente derivate da queste. Lo stesso anno infatti firma tre record ECTA, cioè su fettucce di cemento lunghe un miglio (1609 m) e larghe 9,14 m, con passaggio singolo: a 317,71 kmh nella classe Production, a 318,63 kmh nella Modified Gas e a 320,68 kmh nella Modified Fuel, record che poi migliorerà. Pochi giorni fa, dopo essersi “laureata” a Bonneville, ha quindi raggiunto al The Texas Mile un altro primato - personale, che non le vale un record - arrivando alla velocità di 350,279 kmh, la più alta nella sua carriera. Valerie, quanto è stata difficile l’impresa a Bonneville? «Molto, perché non ero mai andata così veloce con una moto della classe MPS-G 1000 e poi per le condizioni del fondo: il tempo è stato brutto, ha piovuto, era bagnato e molto scivoloso. Inoltre, ho dovuto effettuare il percorso due volte, in quanto nei tentativi di record a Bonneville per regolamento la velocità deve essere calcolata sulla media di due passaggi. Complessivamente, l’intera operazione è abbastanza complessa, perché richiede tanto lavoro e concentrazione. L’aver ottenuto questo record con il mio team è stato un ulteriore motivo di grande soddisfazione». Che differenza c’è tra un tentativo di record ECTA, su fettucce di cemento lunghe un miglio, e uno SCTA sul lago salato di Bonneville? «Enorme. Su un lago salato è molto più difficile per una questione di trazione, perché si ha molto meno grip a terra rispetto ai tentativi che si fanno sui percorsi di un miglio, con manto stradale in cemento. A Bonneville, lungo tutto il percorso, non si sa mai con certezza quanta trazione si ha effettivamente, perché il fondo cambia continuamente e in alcuni punti può essere anche umido. Inoltre, se si fanno pattinare troppo le gomme, queste possono anche arrivare a sferragliare ed esplodere; tant’è che esistono regole molto severe sul tipo di pneumatici che si possono utilizzare. È subito molto delicata la fase di accelerazione, dalla partenza e per tutta la durata dei cambi di marcia, dalla prima alla sesta. Soprattutto, bisogna fare molta attenzione al fattore vento, perché soffia in modo del tutto imprevedibile, in senso longitudinale come in quello trasversale, anche a 25-30 km/h, in un punto del percorso come in un altro... non si può mai prevedere da dove arrivi e con che intensità. Insomma, a Bonneville le condizioni cambiano di attimo in attimo, e questo rende assai delicata la gestione di un tentativo di record. Anche se si ha molta esperienza, quando si va a oltre 320 km/h non si riesce mai a prevedere come le condizioni possono variare da un momento all’altro, non se ne avrebbe neppure il tempo visto quanto tutto scorre veloce. Per questo per i piloti è una sfida molto più complessa su un lago salato». ThompsonValerie-September3 Quando è iniziata la tua passione per le moto e per questo tipo di sport? «Nel 1999 ho comperato la prima moto, una Harley Davidson. Da lì è stato un crescendo di interesse per il mondo delle moto, fino a quando nel 2005 mi è venuta la passione per questo tipo di competizioni. Non c’è stato nessuno che in famiglia che me l’abbia trasmessa, è semplicemente venuta fuori da sola, spontanea. È una passione che è iniziata con le moto da strada e poi è si è estesa all’attività sportiva». Tanto da farti lasciare il lavoro di consulente finanziaria... «Be’, non è andata proprio così. Ho lavorato come consulente finanziaria per una banca per 13 anni. Poi, però, questa ha cambiato nome, ha spostato la sede e mi ha licenziata. Sulle prime è stato un disastro, perché non avevo alternative. Poi ho realizzato di non voler tornare a quel tipo di attività, chiusa in un ufficio, ma di desiderare qualcosa di divertente, all’aperto; così ho deciso per un cambiamento totale. Vista la passione per le moto, ho aperto una concessionaria plurimarche; poi, come ho già detto, è arrivata anche la passione per l’attività sportiva». Qual è la moto più potente con cui hai gareggiato? «La seconda che ho avuto, la Pro Stock Buell, che aveva 350 cavalli». Hai mai avuto paura? «Diciamo che alle volte sono un po’ nervosa, per timore di rimanere coinvolta in qualche incidente o di finire in qualche mucchio. In più di un’occasione mi è capitato di andarvi vicino ma fortunatamente non ho mai sbattuto». ThompsonValerie-sexy-1-ok E il tuo compagno ha paura per te? «Non so se alle volte si innervosisca, se sia un po’ teso, ma comunque non me lo ha mai detto, e non credo che neppure vorrei che me lo dicesse, perché questo mi renderebbe a mia volta troppo nervosa. Ad ogni modo, mi aiuta molto, mi segue spesso nei miei impegni agonistici e si dà molto da fare, si occupa della logistica, carica e scarica il camion, tiene sotto controllo e in ordine un po’ tutto. Questo, ovviamente, mi fa molto piacere». Dal 2012 corri con la BMW, la S 1000 RR. Perché questa scelta? «Perché è potente - ha oltre 195 CV -, ha un buon comportamento con le gomme e, essendo quasi di serie, richiede una manutenzione molto ridotta tra una gara e l’altra, a differenza di quando utilizzavo la Buell, la moto più potente che abbia mai guidato. Eppoi, la S 1000 RR posso utilizzarla anche su strada, basta che le metta la targa, gli specchietti, le luci e mi ci posso divertire anche su strada. Con questa moto chiunque, se ha un po’ di soldi e la passione, può fare le stesse cose che faccio io. Tutte le moto con cui ho corso in precedenza, invece, erano appositamente costruite per correre». Nel 2012 eri stata selezionata dalla North American Eagle per tentare con il suo omonimo “missile”, derivato dal jet F-104 Lockheed Star Fighter, un altro record di velocità su terra, ad oltre 800 km/h!. Poi, però, l’operazione non ha più avuto un seguito. Come mai? «Il progetto era di battere il record femminile stabilito da Kitty O’Neal nel 1972, alla velocità di 512 miglia orarie (823,8 km/h, ndr). Io dovevo appunto essere il pilota di questo veicolo. Ma un’operazione di questo genere richiede molti soldi, servono sponsor importanti, che non siamo riusciti a coinvolgere. Non potevo certo tirare fuori i soldi di tasca mia». In America ci sono altre due donne molto famose nelle competizioni motoristiche, in quelle a quattro ruote: Ashley Force e Danica Patrick. Per di più, avete tutte e tre un discreto sex appeal. C’è mai stata competizione tra voi? «No, perché alla fine siamo impegnate tutte in tipologie di competizioni molto diverse. Ashley in quelle di accelerazione sul quarto di miglio, Danica nelle gare in circuito, io nella velocità su terra, per cui tra noi non c’è mai stato alcun tipo di rivalità. Sì, le conosco entrambe, con Danica abbiamo avuto anche uno sponsor in comune nel 2007, il GoDaddy.com, abbiamo partecipato anche ad alcune iniziative promozionali-pubblicitarie insieme e mi rallegro per lei quando ottiene buoni risultati, ma non c’è competizione tra noi. Personalmente, poi, a me interessa concentrarmi solo sui miei programmi e i miei obiettivi, senza stare a confrontarmi con quelli di altri». Sei comparsa varie volte in servizi e documentari televisivi e hai anche posato per alcune foto piuttosto sexy. Ti consideri un po’ una star? «Un po’ sì. Sono cose che, ovviamente, mi sono utili a scopo promozionale. Ad ogni modo mi piacciono, mi divertono e sono anche queste una sorta di sfida». Qual è la tua prossima sfida? «Al World of Speed di Bonneville lo scorso settembre è stata la mia prima partecipazione a un evento USFRA. Adesso non vedo l’ora di tornarci il prossimo anno. Stay tuned!». Marco Ragazzoni Questo articolo è stato pubblicato su Motosprint numero 49.