l passaggio da un anno all’altro è sempre il momento giusto per tracciare un bilancio. Dopo un fatto particolarmente brutto che mi è accaduto quando ero molto giovane, ho però iniziato a farne ogni giorno: la sera mi domando sempre “questa giornata l’ho vissuta appieno?”. Me lo chiedo in modo regolare, che sia stata entusiasmante o magari una giornata di normale routine settimanale. 

Questa volta è toccato alla mia rubrica, sono andata nella cartella “Motosprint” del PC e mi sono messa a spulciare tutti i pezzi del 2019. Con tanti argomenti trattati. Primo tra tutti, donne con la passione per le moto. Italiane, straniere, famose e non, paladine dei motori in terra nemica, combattive e donne che sono “rinate” grazie all’amore per le due ruote. Ho buttato dentro anche un po’ di MotoGP, di tifosi “aggressivi” che mi fanno sempre arrabbiare, e qualche motociclista particolarmente buono nei confronti degli animali. Un bel melting pot, non c’è che dire, tanto da farmi scappare un sorriso su qualche idea più stravagante, come quella di scrivere sulle gesta della mia amica G. 

In tutto questo, c’è però un filo rosso che lega queste storie: la voglia di fare, di mettersi in gioco, senza pensare al giudizio altrui. Sono gli spaccati di vita che preferisco e che mi fanno pensare che vi ho lanciato proprio un bel messaggio: mai mollare. 

Tante delle mie protagoniste ci hanno insegnato questo: come Maral, la rider iraniana che cerca di portare emancipazione in una terra dove il significato di questa parola è del tutto sconosciuto, o le donne di tutto il Mondo che nonostante le difficoltà hanno preso parte alla più grande staffetta femminile. 

C’è chi ha combattuto la propria battaglia personale e ne è uscita grazie al solo pensiero di risalire in sella, chi se n’è infischiata del giudizio altrui e nonostante le critiche ha preso la patente, chi a 90 anni guida ancora. O chi come Lauren Gunawan, con tanto duro lavoro, è riuscita a entrare a far parte della scorta del Presidente degli Stati Uniti guidando una moto di 500 kg. 

Ho avuto il piacere di conoscere di persona alcune di loro, i loro volti sono stampati nella mia mente insieme a un grande insegnamento: "Se crediamo davvero in quello che facciamo tutto può diventare possibile". Ci voglio credere, e faccio di queste parole il mio “buon proposito” per il 2020.