A pochi giorni dalla scomparsa di Giancarlo Morbidelli e Francesco Villa, un nuovo lutto colpisce il motociclismo sportivo: ieri si è spento Sergio Censi, fondatore nel 1959 dello storico Moto Club Edgardo Cecchi. Proprio attraverso il Club ha vissuto in prima persona i momenti più importanti della storia del motociclismo dagli anni Cinquanta. Il suo sodalizio ha ricevuto tanti riconoscimenti: la Medaglia d’Argento del Coni nel 1973, la Medaglia d’Argento del Comune di Savignano sul Rubicone nel 1985, la Targa riconoscimento FMI per i 50 anni di attività nel 2009. Ultimamente, per i suoi problemi di salute, aveva chiesto l’unione del suo Moto Club con quello intitolato a Renzo Pasolini, ed era stato presente, poco più di un mese fa, alla festa dei Campioni tenutasi a Rimini proprio dal Nuovo Moto Club Renzo Pasolini.

Classe 1936, Sergio Censi è stato un grandissimo appassionato di motociclismo. Lui, che era direttore di gara, negli ultimi anni era diventato anche la “voce” del mondo delle Minimoto, sempre presente sulle piste come speaker del Campionato. Attraverso il suo profilo social, raccontava la storia del Motociclismo. E i suoi ultimi post sono del 23 febbraio, dedicati a Loris Reggiani e Tarquinio Provini.

Le sue esequie si svolgeranno sabato 29 febbraio alle ore 11.00 nella Chiesa del Cimitero di Savignano sul Rubicone, dove si rivolgere un ultimo saluto a Sergio Censi nella camera mortuaria.

Le condoglianze di Motosprint alla moglie Loredana, i figli Gianluca, Giorgia e Giada, e a tutti i familiari e gli amici di Sergio.

La passione nelle sue parole


La passione di Sergio Censi per il motociclismo era fortissima. Trascriviamo un contributo da lui scritto in occasione dei festeggiamenti per i 60 anni del Moto Club E. Cecchi e pubblicato sulla rivista della Federazione Motociclistica Italiana Motitalia, lo scorso anno.

Era l’inizio dell’anno 1959, quando io ancora giovanissimo, insieme ad altri appassionati si decise di costituire il Moto Club Edgardo Cecchi per ricordare il giovane savignanese scomparso pochi anni prima, durante le prove del circuito di Urbino. Erano i tempi nei quali possedere un mezzo a due ruote era veramente un sogno realizzato.

“Noi appassionati delle due ruote, venivamo coinvolti dagli organizzatori della Milano-Taranto o del Motogiro d’Italia a prestare servizio lungo la Via Emilia. A livello locale si organizzavano delle Gimkane a cui partecipavano tutti coloro che erano in possesso di un qualsiasi mezzo a due ruote. Poi il primo, vero appuntamento dell’anno: il 19 marzo, prima gara motociclistica del Campionato Italiano Senior a Modena; per l’occasione si predisponevano delle vere tribunette smontabili che, caricate sul tetto delle macchine, venivano montate sulle mura che circondavano il circuito. Poi venivano Riccione, Rimini quindi Imola con la Coppa Shell, grande appuntamento alla Rivazza, definita la collina della passione. Una vera festa dello sport nella sua più sana espressione che ci ripagava delle levatacce per poter prendere i posti migliori.

“Che gare, che belle moto in pista! Sulla griglia di partenza c’erano 4 Gilera, 4 MV a 4 cilindri e poi le Guzzi con il famoso Mono ossobuco e la fantastica 8 cilindri. Poi Cesenatico, circuito velocissimo, e chiudeva la serie Cervia-Milano Marittima e terminava così la Moto Temporada che serviva a tutte le Case e ai piloti a prepararsi per il Mondiale e a noi non restava che aspettare Monza per rivedere Provini, Ubbiali, Taveri, Reed, Pasolini, Redman, Agostini, Grassetti, Bryans, Hailwood con i loro autografi, le foto che erano veri trofei da conservare.

“Non c’erano le dirette TV ma solo gli articoli sui giornali scritti da De Deo, Ceccarelli, Pirazzini, Marcheggiani, Allievi e tanti altri che riuscivano a farti rivivere le gare con le loro emozioni. Venivano poi i vari circuiti chiamati minori, dove si cimentavano i giovanissimi. Si correva a Cesena in zona Madonna delle Rose, a Forlì sul viale della stazione, a Rimini sul corto al Porto, a Cattolica, a Urbino, Misano, Novafeltria: era un proliferare di gare sempre seguitissime. In tutti questi anni, il Moto Club Edgardo Cecchi ha lasciato il segno per l’attività svolta a 360° in ogni specialità come i Raduni del Rullo, riservati ai motorini ausiliari e i motoraduni nazionali che con le gite notturne in mare, sono rimasti nella storia della specialità.

“Poi le gite per seguire alcune prove del Motomondiale, o il pullman a Brno per seguire Renzo Pasolini. La Cronoscalata di Torriana, il Motocross tradizionale. Fra i primi in Italia, il campo Cross indoor di San Mauro Pascoli ed ancora la Supermotard, altra specialità recepita dal Moto Club con l’organizzazione di gare altamente combattute.

“E non certo ultime le Minimoto, una specialità nata in sordina fine anni ‘80 come un gioco, ma che il Moto Club ha saputo valorizzare come una vera palestra di Campioni. E ancora, la pista di San Mauro Mare che ha visto nascere e crescere i più forti piloti: Rossi, Dovizioso, Melandri, Simoncelli, Poggiali, Bagnaia, Bezzecchi, Bastianini, Morbidelli e tantissimi altri che occupano i vertici delle classifiche Mondiali.

“Sono l’unico rimasto dei fondatori di allora, e voglio ringraziare tutti coloro che in questi anni hanno collaborato alla riuscita delle attività svolte, specialmente i fratelli Vernocchi, Alvaro e Giuliano, e da parte mia mi sia concesso un pizzico di orgoglio per essere riuscito a portare questo piccolo Moto Club alla veneranda età di 60 anni. Ma non finisce qui. Ci troviamo ancora presenti con la stessa volontà di allora con la speranza che questa serie di ricordi ci aiuti a migliorarci e mantenga il Moto Club Edgardo Cecchi ai vertici di questa passione. Grazie!”

Sergio Censi era solito ringraziare il prossimo, sempre con grande signorilità. Ma questa volta è il mondo del motociclismo a ringraziare lui, per il grande contributo di passione che ha saputo trasmetterci e per tutto quello che ha fatto per il motorsport. Grazie, Sergio!