Tempo di Coronavirus, tempo di rivoluzione. Ma bisogna cercare di prendere il lato buono delle cose. Così stanno facendo i fratelli Edoardo e Filippo Rovelli, figli del team principal di ParkingGo Giuliano: dopo il primo round del mondiale Superbike sono rimasti in Australia, a un paio di di ore da Sidney, e si sono rimboccati le maniche.

Edoardo, che ha 24 anni e dopo un esordio da pilota ora è il team manager della squadra, ha trovato lavoro come muratore, e il fratello minore, Filippo, 19 anni compiuti da poco, sta facendo il saldatore.

“Gli ho detto che situazione è molto grigia qui, e con tutti i voli bloccati per il Coronavirus non riescono neanche a tornare”, ci spiega Giuliano Rovelli, che invece è operativo nel suo ufficio alla Malpensa, per fornire il servizio essenziale ai pochi viaggiatori rimasti, con la sua azienda ParkinGo.

“Filippo era rimasto a casa di Tom Edwards, che ha corso come wild card nel campionato australiano. Voleva stare lì per poi andare direttamente a Jerez. Visto che la gara è saltata avrebbe voluto ripartire per l’Italia, ma non può farlo. Un conto è rientrare con la Farnesina dalla Spagna o dalla Francia e un altro conto è rientrare dall’Australia… E così si è trovato un lavoro, tramite la famiglia di Tom", spiega Giuliano nella nostra intervista esclusiva.

“Anche l’altro mio figlio Edoardo, il team manager, è lì, e ha trovato lavoro come muratore”, aggiunge papà Giuliano. “Sono felice perché hanno capito una situazione grave. E’ bello quando vedi ragazzi che possiamo definire ‘fortunati’ che nel momento del bisogno si tirano su le maniche e fanno quello che c’è da fare. E non sono andati tanto per la leggera, con i lavori che hanno trovato!

“Sono contento che siano lì, si stanno facendo un’esperienza lavorativa e poi quando sarà il momento torneranno. Filippo sta prendendo anche la patente, cosa che qui in Italia non aveva mai fatto. Dai momenti di emergenza bisogna tirar fuori il meglio”, conclude Giuliano Rovelli, con l'ottimismo di un grande imprenditore.