Max Biaggi si è prefisso un obiettivo elevato: infrangere 12 record mondiali di velocità in sella moto elettrica Voxan Wattman. Un progetto al quale sta lavorando con il Gruppo Venturi, che intende festeggiare con questo importante traguardo il 20° anniversario della propria avventura elettrica.

I lavori e i test vanno avanti da mesi, e il trntativo di entrare nel Guinness dei primati avrebbe dovuto svolgersi l’estate scorsa a Salar de Uyuni in Bolivia, ma la pandemia globale aveva costretto ad un primo rinvio esattamente di un anno. Poi, però, si sono verificate le condizioni per effettuare il tentativo dal 30 ottobre al 1° novembre, e dalla Bolivia la location è cambiata nell’aeroporto di Châteauroux.

Max Biaggi ritrova l'amore: avvistato a Milano con Francesca Semenza

Tre moto per 12 record


Tre le moto con le quali Max Biaggi si cimenterà, una delle quali è totalmente priva di carenatura, e con tutte proveranno a battere diversi record di velocità.

Max Biaggi dovrà percorrere tratti di un quarto di miglio (400 metri), un miglio (1,6 km) e di 1 chilometro per mettere alla prova la moto elettrica nelle diverse modalità, alcune con partenza da fermo ed altre già ad una certa velocità.
Uno dei record più ambiziosi è quello di superare i 329 km nel breve quarto di miglio, superando il punto di partenza a 87 km/h.

Max Biaggi e la squadra della Voxan si recati già più volte in Francia per effettuare i relativi test e tutto è pronto per ufficializzare le loro velocità sulla pista dell'aeroporto francese, che è omologata dalla FIM.

Francesca Semenza: la nuova fiamma di Max Biaggi - FOTO

"Nata per la velocità"


“La posizione di guida è molto insolita e mi ha sorpreso perché è completamente differente da quello che si possa immaginare”, ha commentato Max Biaggi.

“Con le moto da corsa tradizionali non si possono fare confronti, perché la nostra moto, la Voxan Wattman, è progettata per la velocità. Per questo record del mondo dobbiamo andare su un rettilineo, mentre in Superbike o MotoGP le moto sono fatte per curvare, per frenare… E’ un obiettivo completamente diverso.

“In termini di velocità pura, però, sono molto simili”, aggiunge Max. “Ma in una non hai rumore, mentre l’altra fa un rumore incredibile. E poi ancora: qui non ci sono marce da cambiare, mentre altrove, in MotoGP, ce ne sono parecchie. Anche i freni sono diversi. Dunque ci sono molte differenze”, conclude Max Biaggi.

Max Biaggi: “Un tormento essere ancora maledettamente veloci”