Max Biaggi ci è riuscito: vi avevamo annunciato che il sei volte campione del mondo avrebbe tentato di infrangere ben 12 record mondiali, e ora vi possiamo confermare che l'impresa è stata coronata dal successo, sulla pista ricavata dall'aeroporto francese di Chateauroux, in Francia.

12 record elettrizzanti


Max Biaggi ha scritto una nuova pagina di storia del motociclismo, siglando ben 12 record con la Voxan Wattman, che nelle sue mani è diventata la moto elettrica più veloce al mondo, oltrepassando la soglia dei 400 km/h.

Ad annunciare i dettagli dell’impresa è la stessa Casa monegasca, la Voxan Motors: “Ce l’abbiamo fatta. Grazie a Max Biaggi e tanto duro lavoro, la Voxan Wattman questo fine settimana è diventata la moto elettrica più veloce del mondo, raggiungendo una velocità massima di 408 km/h, ovvero 254 mph”, fa sapere Voxan.

Con una velocità di 366,94 km/h (228,05 mph), abbiamo raggiunto il nostro obiettivo primario che era quello di stabilire un nuovo record nella prestigiosa classe 'moto elettrica parzialmente aerodinamica oltre i 300 chili’”, aggiungono in Voxan.
In linea con i regolamenti FIM, questa velocità è stata misurata da una partenza lanciata su oltre 1 miglio in direzioni opposte, in un periodo compreso in due ore. La velocità finale è la media delle due velocità registrate su queste due corse.
"Siamo più che orgogliosi e vogliamo ringraziare tutte le persone e i partner coinvolti in questi tentativi di record. Abbiamo anche stabilito altri 10 record, perché solo uno non sarebbe stato sufficiente, concludono in Voxan.

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Max Biaggi: "A 400 km/h combatti con forze poco note..."


“Le sensazioni che ho vissuto sono state un po’ diverse, da quelle che mi hanno accompagnato per gran parte della mia vita”, dichiara Max Biaggi.

L’assenza dei classici rumori, la presenza di un motore elettrico, dall’erogazione completamente diversa rispetto ad un motore termico e la mancanza della competizione con gli altri piloti, hanno rappresentato le differenze più facilmente percepibili. Ma la vera novità è stata l’elevata velocità a cui mi sono avvicinato.

“Io non ho mai toccato i 400 km/h e credetemi intorno a queste velocità cambia completamente la prospettiva dello spazio che ci circonda. Diventano determinanti gli effetti aerodinamici, l’aria è un muro praticamente impenetrabile e cominci a combattere con delle forze fino a quel momento poco note. Rimanere aggrappato alla moto, mentre cerchi di raggiungere velocità per me inimmaginabili, è stata una sfida nuova per me”.

"Tutti dovrebbero provare un'adrenalina così..."


E’ evidente che alla base delle motivazioni che hanno spinto Max Biaggi in questa impresa c’è una grande passione, della quale il romano non fa mistero.

“C’è da dire che anche se il challenge è stato completamente diverso, la voglia di superare un determinato obiettivo ha alimentato ancora una volta la mia profonda passione per le moto. Anche l’approccio è stato molto simile, a quello che mi ha permesso di competere per tanti anni. Infatti è stata determinante l’attenzione per il più piccolo dettaglio ed ogni volta che ho allacciato il casco, ho cercato di migliorare la mia prestazione.

"Tutto è stato predisposto per visualizzare sul dashboard quel numero magico: 4....km/h!

Alla fine, quando raggiungi l’obiettivo hai una soddisfazione enorme, ma non smetti mai di pensare a cosa potrà esserci dopo!” aggiunge Biaggi.

La scarica di adrenalina che ne deriva, è qualcosa che ognuno di noi, almeno una volta nella vita, dovrebbe in piena sicurezza poter provare”, conclude il romano.

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