Pochi giorni fa il sei volte campione del mondo Max Biaggi ha scritto un’altra pagina di storia, divenendo il pilota più veloce al mondo in sella ad una moto elettrica: sulla pista ricava nell’aeroporto francese di Chateauroux, infatti, il romano ha portato una Voxan a velocità superiori ai 400 km/h.

Un’impresa da far girare la testa solo a immaginarla. E anche se è trascorso qualche giorno Max Biaggi sembra avere ancora l’adrenalina addosso mentre lo intervistiamo in esclusiva per Motosprint.

“Il motore elettrico? Un piccolo lord”


Max, che emozioni ti ha dato la tua impresa da record con l’elettrica?

Mettersi in gioco alla soglia dei cinquanta è qualcosa di elettrizzante, come la Voxan che ho cavalcato. Non avevo mai raggiunto la velocità di 408 km/h, nemmeno sulle velocissime MotoGP. E’ stato incredibile, oltretutto ciò è avvenuto nel silenzio più assoluto!

“Il suono del motore termico ha delle frequenze inconfondibili, mentre il motore elettrico è più anglosassone, lo definirei un Piccolo Lord!  In questo modo hai la percezione di cose che normalmente sono sovrastate dal rumore del motore. Il rotolamento degli pneumatici ed il muro d’aria, che viene rotto dal cupolino della moto, hanno un suono piuttosto diverso, ma ugualmente affascinante. Ma ciò che ti strega sempre è la velocità!”

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Alla ricerca della perfezione


Che cosa ti ha spinto a lanciarti in questa nuova avventura?

“La voglia di mettermi in gioco ancora una volta e la mia costante voglia di ricercare la perfezione. Non la si raggiunge mai, ma curare ogni più piccolo dettaglio, nella speranza di raggiungerla, è qualcosa di unico. Anche perché, cercando di raggiungere la perfezione, si riesce a vivere la velocità con un’apparente sicurezza”.

Possiamo definire la tua vita come una sfida continua?

“Per ciò che riguarda lo sport sì! Ma non credete che sia uno scavezzacollo! Tutto quello che faccio è ragionato. Anche perché in questi anni, dopo che sono arrivati i miei bimbi ,ho imparato a vedere la vita con una nuova luce.

"Amo sempre le moto e la velocità, ma ho imparato anche ad apprezzare tutto quanto ci circonda. E credetemi questo non è un limite. Rappresenta un valore aggiunto”, conclude Max Biaggi.

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