Il ritorno del Mondiale Sidecar: 8 le gare in calendario

Il ritorno del Mondiale Sidecar: 8 le gare in calendario

Dopo un anno di stop, è tornato il campionato dei mezzi a tre ruote, usciti dal paddock Dorna a metà anni ‘90. Il campione in carica Reeves cambia co-pilota ma resta il favorito: il britannico ha già vinto con cinque passeggeri differentI

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Lo scorso aprile, sui social di Kawasaki-Italia, è stata lanciata la limited edition della ZX-10R in versione sidecar. Peccato soltanto che fosse il primo del mese e che quindi si trattasse di un pesce d’aprile. Ma almeno per un giorno gli appassionati sono tornati a parlare dei veicoli a tre ruote che un tempo affiancavano il Motomondiale: una coesistenza durata dal 1949 – anche se i sidecar non debuttarono all’Isola di Man che li aveva banditi ma nel GP Svizzera – al 1996, quando le due strade si sono separate. Da allora i sidecar hanno fatto sempre più fatica, nonostante l’introduzione della categoria Superside.

La conferma si è avuta l’anno scorso, quando a causa della pandemia il Mondiale dei sidecar è stato annullato con un comunicato che la dice lunga sullo status della serie: “La maggior parte dei nostri team non può sostenere il rischio di una quarantena di 14 giorni imposta all’improvviso: praticamente tutti hanno impegni di lavoro e familiari per i quali devono essere a casa dopo ogni gara”. Si parla quindi di una specialità nella quale gli interessi economici di partecipanti e team oscillano tra il modesto e il nullo.

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I protagonisti


Fortunatamente il peggio sembra passato e i sidecar hanno riacceso i motori per la tappa inaugurale del Mondiale 2021, sul circuito di Le Mans: un paio le gare in programma in Francia (con affermazione di Reeves in Gara 1 e Schlosser in Gara 2), come per ciascuno degli otto round. Due round in più rispetto al 2019, che ebbe 10 gare in tutto perché a Le Mans e Assen ne andò in scena una soltanto. L’inizio di quel campionato fu molto equilibrato: la manche inaugurale fu vinta da Paivarinta-Veravainen, la seconda da Ben e Tom Birchall e la terza da Tim Reeves e Mark Wilkes. Il duo finlandese però riuscì a ripetersi soltanto nella gara conclusiva e nelle restanti non fece mai meglio del 3° posto.

A contendersi il titolo fino all’ultima gara furono i due equipaggi britannici: ad avere la meglio furono ReevesWilkes, superiori nel punteggio (205 a 168), nel numero di vittorie (5 a 3) e podi (9 a 8). Secondi però giunsero i finnici (173 punti) grazie al sorpasso in extremis sui Birchall. Più staccati, quarti con 121 punti, gli svizzeri Markus Schlosser e Marcel Fries.

Il favorito resta Reeves, con il riconfermato Adolf RS Yamaha, anche se stavolta avrà come passeggero Kevin Rousseau. Il quarantottenne di Tenderden (paesino del Kent che ha dato i natali anche a David Frost, che nel 1977 fece confessare a Richard Nixon il suo coinvolgimento nel Watergate), insegue il nono alloro internazionale avendo vinto sei Mondiali (2005, 2006, 2007, 2012, 2014 e 2019) e due Coppe del Mondo Formula 2 (2014 e 2015). Ci è riuscito passando dai motori da un litro Suzuki e Kawasaki ai 600 cm³ Honda e Yamaha e alternando come passeggeri il fratello minore Tristan, Patrick Farrance, Ashley Hawes, Gregory Cluze e Wilkes. L’interruzione del monopolio dei telai LCR, ininterrottamente campioni del Mondo dal 2003 al 2018, ha indotto anche altri a puntare sul telaio bavarese Adolf RS: John Holden con Jason Pitt, Bennie Streuer assieme a Emmanuel Clement e Janez Remse affiancato a Manfred Wechselberger. Assenti i Birchall, iridati nel 2009, 2017 e 2018, tutti gli altri si affidano invece ai telai LCR con l’eccezione di Philippe Gallerne e Yann Druel che hanno optato per gli RCN. Come suggeriscono i nomi, si tratta per lo più di piloti britannici, francesi, olandesi e svizzeri, più il finlandese Paivarinta, pentacampione del Mondo (nel 2016 con Kirsi Kainulainen, prima donna di sempre) e lo sloveno Remse. All’appello mancano i tedeschi, dominatori nel Novecento.

Il regolamento


Il regolamento stabilisce un peso minimo per il sidecar compreso di liquidi, pilota e passeggero: 350 kg per quelli a telaio corto, 370 per gli altri. Le ruote sono da nove pollici all’anteriore, da 11 pollici le altre due. Bandito il titanio, così come i freni in carbonio. I motori devono essere quattro tempi quattro cilindri da 600 cm³ omologati per Supersport o Superstock. Dei 19 equipaggi iscritti, i soli a non aver scelto Yamaha sono il citato duo GallerneDruel e Stephane Gadet con Clotilde Salmon che usano motori Kawasaki. Visto il ridotto numero di partecipanti e il diverso livello degli iscritti, per qualificarsi è sufficiente rientrare nel 115% dal tempo della pole, un buon margine rispetto al 107% del Motomondiale. Le gare sono comprese tra i 70 e gli 85 km ed è previsto l’utilizzo della Safety Car, a cui accodarsi in date circostanze. Una soluzione che li allontana dalle moto, malgrado le tappe di Donington e Assen si svolgano insieme al mondiale Superbike. Chissà che non ci sia un ritorno di fiamma…

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