BMW e il Motorsport: dalla R 90 S alla M 1000 RR

BMW e il Motorsport: dalla R 90 S alla M 1000 RR

Dal bicilindrico boxer, in tutte le sue “declinazioni”, al 4 cilindri in linea: un viaggio nella storia racing della Casa bavarese 

Già prima della Seconda Guerra Mondiale, BMW era fortemente legata al Motorsport. Indimenticabile la vittoria di Schorsch Meier, al Senior Tourist Trophy del 1939, con una BMW sovralimentata. Nel 1976, la Casa di Monaco conobbe importanti successi sportivi negli USA: l’AMA Superbike Championship fu vinto dal pilota inglese Reg Pridmore, in sella alla R 90 S.

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BMW nel Racing


Nello stesso anno, Steve McLaughlin salì sul gradino più alto del podio nella Daytona 200. Sempre nel 1976, Helmut Dähne e Hans Otto Butenuth festeggiarono il quinto posto nel Production TT; ottennero il migliore tempo con la loro R 90 S ma a causa di un regolamento che si applica a questa categoria, furono inseriti al quinto posto in classifica, dietro a due moto da 250 cm3 e due moto da 500 cm3. La R 90 S, che debuttò come prodotto di serie nel 1973, fu costruita intorno a un motore bicilindrico e aveva una cilindrata di 898 cm3 , ottenuta aumentando l’alesaggio della R 75 da 82 a 90 mm. Erogava 67 CV a 7000 giri/min e 76 Nm a 5500 giri/min. Il cambio a cinque marce era abbinato alla trasmissione finale a cardano.

Il telaio aveva una struttura a doppia culla in acciaio, collegato al forcellone oscillante tramite ammortizzatori; la forcella era telescopica. Il cerchio anteriore era da 19” (pneumatico 3.25); quello posteriore era da 18” (pneumatico 4.00). Davanti, freni a disco da 260 mm Ø; dietro, un tamburo da 200 mm.

La storia di BMW, nella produzione di serie ma anche nel Racing, è legata al propulsore bicilindrico boxer raffreddato ad aria. La Casa di Monaco, con caparbietà, ha sviluppato questa soluzione, che, sia dal punto di vista ingegneristico, sia visivamente, è molto diversa rispetto a quelle della concorrenza. Se nella produzione di serie ciò che è diverso può funzionare commercialmente anche senza l’evidenza di un vantaggio prestazionale, nel Racing contano i risultati, che BMW ha ottenuto, differenziandosi dagli altri Costruttori. Oggi la moto più sportiva della Casa tedesca è la M 1000 RR, che esiste anche grazie ai successi dei bicilindrici boxer.

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