Tony Rutter non c’è più. Questa mattina il motociclismo britannico ha perso uno dei suoi storici portacolori, scomparso all’età di 78 anni, dopo alcuni problemi di salute. A dare la triste notizia il figlio Michael, attraverso un breve messaggio postato sui social.

“È con tristezza che, dopo un periodo di cattiva salute, oggi papà è morto. Ero con lui quando è deceduto ed era in pace”, scrive il figlio d’arte.

“Mi fa sorridere come papà abbia vissuto la sua vita esattamente come voleva e come ne abbia ricavato così tanto. Verrà ricordato per aver vinto il campionato Mondiale di TT F2 4 volte, insieme a 7 vittorie al TT, 9 vittorie alla NW200 e 2 campionati britannici nei suoi 22 anni di carriera - continua Michael, prima di concludere con alcuni ringraziamenti - Vorrei ringraziare i suoi accompagnatori per essersi presi così tanta cura di lui e tutti i suoi tifosi e sostenitori”.

22 anni di corse tra pista e strada


Ventidue anni di carriera, quelli di Tony, cominciati con l’esordio nel Motomondiale nel 1969, dove ha continuato a correre - perlopiù su suolo britannico - fino al 1981, destreggiandosi tra le classi 250, 350 e 500.

Tra il 1981 e il 1984 il rider britannico ha conquistato quattro campionati mondiali di Formula 2 consecutivi con Ducati, ma è nelle corse su strada che Rutter ha ottenuto alcuni dei suoi principali successi.

Sette volte vincitore al Tourist Trophy, Tony è stato indotto nella Hall of Fame della North West 200 dopo aver vinto l’evento per nove volte e si è laureato due volte campione nazionale di British road racing nel 1971, in classe 350, e nel 1973, in 250, sempre in sella ad una Yamaha.

Una passione quella per le moto trasmessa anche al figlio Michael, che cinque anni fa ebbe l’occasione di schierarsi al via delle gare F1, 500 e 350 del Classic TT, proprio con le moto replica del padre. Un omaggio che quasi certamente non potrà ripetere questa estate, ma siamo sicuri che Michael avrà bene in mente a chi dedicare i risultati di quest’anno, non appena si potrà tornare a correre.

In attesa di rivederlo in moto, vanno a Michael le condoglianze di tutta la redazione di Motosprint.

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