La 54esima edizione del Gran Premio Motociclistico di Macau, prevista per sabato 21 novembre, è stata ufficialmente cancellata. La notizia era nell'aria da tempo, con piloti e squadre non intenzionati a recarsi al Guia Circuit per quello che, solitamente, rappresenta il "gran finale" per la stagione delle corse su strada internazionali.

Dopo un 2020 davvero avaro di manifestazioni, con la sola Cookstown 100 disputata oltre alle gare "minori" dell'Oliver's Mount a Scarborough, sembrava che il GP di Macau potesse disputarsi e, in realtà, sarà così per quel che concerne le auto, mentre per le due ruote occorrerà attendere il 2021.

I motivi della cancellazione


Le ragioni sono molteplici e non riguardano esclusivamente la pandemia di Covid-19. A Macau non si verificano casi ormai da mesi, ma squadre e piloti, in arrivo soprattutto dall'Europa, avrebbero dovuto effettuare quattordici giorni di quarantena obbligatoria per poter accedere al circuito. Un impegno di tempo e denaro impossibile da rispettare per tutti quei piloti che, oltre a correre su strada, gareggiano anche in pista e, spesso, lavorano.

Un'altra ragione fondamentale riguarda la sicurezza dei piloti stessi. Non è un segreto che quella di Macau sia la gara più pericolosa al mondo ed arrivare senza aver disputato nel corso dell'anno la North West 200, il Tourist Trophy o le tappe dell'International Road Racing Championship sarebbe stato un rischio enorme per i piloti, meno allenati del solito. 

Appuntamento quindi al 2021, quando potrebbero tornare i colori italiani al Guia Circuit quattro anni dopo l'esperienza di Alex Polita, sempre se la prossima stagione di corse su strada si riuscirà a disputare regolarmente.

Road Races: Davy Morgan svela i suoi impegni per il 2021