Obiettivo sicurezza: il TT è già al lavoro per l'edizione 2023

Obiettivo sicurezza: il TT è già al lavoro per l'edizione 2023© IOMTT

Al termine di un Tourist Trophy funestato da cinque vittime, il tema legato alla sicurezza è diventato uno dei più discussi in vista del prossimo anno, in cui cambierà il programma

Cinque morti in due settimane: l'ACU (Auto Cycle Union) ha da riflettere, dopo un'edizione del Tourist Trophy come quella del 2022, che ha fatto registrare il secondo numero più alto di vittime nella storia della corsa. Per quanto estrema, la celebre corsa su strada dell'Isola di Man sta continuando a lavorare per migliorare la sicurezza ed è in corso un'investigazione per comprendere le cause che hanno portato al triste epilogo di quest'anno.

Gary Thompson, direttore della corsa, ha infatti dichiarato a Manx Radio di puntare ad un miglioramento delle condizioni di gara studiando ogni episodio: “Dopo ogni incidente, lavoriamo per comprendere le circostanze che l'hanno causato in modo da implementare dei cambiamenti verso una maggior sicurezza il prima possibile. Ogni fatalità per noi è una tragedia, ma come organizzazione promettiamo di intraprendere qualunque strada pur di rendere più sicuro il nostro evento ogni anno”.

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Passi in avanti sulla sicurezza, per quanto possibile


Pur essendo una delle competizioni più pericolose dell'intero panorama motociclistico, l'obiettivo è quello di renderla sempre più sicura, per quanto possibile. Da quest'anno, ad esempio, sono stati introdotti i pannelli luminosi per aumentare il numero di bandiere visibili oltre a quelle sventolate dai marshall nelle numerose postazioni sparse per il tracciato, oltre ad essere aumentato anche il numero di air fences.

Nonostante sia dal 1982 che non si assiste ad un'edizione del Tourist Trophy senza alcuna vittima, è quindi innegabile l'impegno messo nella ricerca di soluzioni che permettano di disputare la corsa con meno rischi. Proprio per questo, si assisterà anche ad un cambiamento regolamentare tra i Sidecar, particolarmente funestati dagli incidenti quest'anno, a partire dal 2023.

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La consapevolezza dei piloti


Inutile negarlo, il pericolo è ben presente al TT così come in ogni altra corsa su strada, ma chi ci corre ne è consapevole al cento per cento, come confermato dal dominatore di quest'anno Peter Hickman: “E' uno sport pieno di alti e bassi, in cui il rischio che si corre è altissimo. Siamo tutti consapevoli di ciò a cui andiamo incontro quando corriamo su strada, ma amiamo ciò che facciamo”.

La mia prima esperienza al TT è stata incredibile sotto ogni punto di vista”, ha detto invece Glenn Irwin, che quest'anno è diventato l'esordiente più veloce di sempre battendo il record dello stesso Hickman. “Ho dovuto fare i conti con le tragedie, a cui ovviamente non sono abituato quando corro in circuito nel BSB, ma al tempo stesso ho vissuto una delle esperienze più emozionanti e incredibili della mia carriera. Non vedo l'ora di tornarci nel 2023”.

Dei 265 piloti deceduti sull'Isola di Man, sicuramente il più rilevante dal punto di vista dei cambiamenti che ha comportato è stato Gilberto Parlotti, visto che la sua scomparsa nel '72 ha portato al rifiuto di correre nuovamente sull'Isola di Man da parte di Giacomo Agostini e all'uscita dal calendario del Motomondiale nel '77. Questo però significa che, da oltre quarant'anni, è diventata una corsa a sé e chi gareggia al Tourist Trophy lo fa perchè ama farlo e continuerà anche l'anno prossimo, con due gare in più all'interno del programma (Gara 2 di Superstock e Supertwin).

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