Per il Team Forward non è certo un buon momento, nonostante le soddisfazioni del passato. Il titolo Open nella MotoGP, conquistato lo scorso anno grazie ad Aleix Espargaró, le vittorie di Simone Corsi e Alex De Angelis in Moto2. Purtroppo qualcosa è andato storto (i noti guai giudiziari di Cuzari, amministratore e proprietario di Forward Racing) ed ora la squadra è sul lastrico, la carriera di quattro piloti è a rischio ed il lavoro di molte persone che lavorano nel team è un punto interrogativo. Perso lo sponsor degli ultimi anni, la NGM Mobile (che distribuisce telefonini dual sim), il Team Forward aveva iniziato la sua nuova avventura in MotoGP con il supporto di Athinà, azienda che produce e vende occhiali di lusso. Athinà è un’idea di Adriano e Filippo Cambria, della AF Invest, specializzata nella gestione di patrimoni immobiliari della Adria Costruzioni, della quale fa parte anche la Adria Lux, tutte società di proprietà dei Cambria. Ebbene, subito dopo l’arrivo della giustizia svizzera a prelevare Cuzari, Athinà ha abbandonato il Team Forward. Addio allo sponsor, addio alle corse? Ci siamo quasi. In un comunicato diffuso lunedì, Marco Curioni, Direttore Generale di Forward, rimasto solo al comando della nave, afferma: "Sono stati giorni veramente difficili per Forward Racing. Solo nelle ultime ore si è intravista la concreta possibilità di riuscire a superare questa situazione. Mi auguro di avere al più presto Giovanni, che fino a prova contraria è corretto ritenere innocente, libero e disponibile a trovare soluzioni che assicurino definitive certezze. In questo momento buio, diversi “partner” e “amici” hanno comprensibilmente preso le distanze dal team e voglio quindi pubblicamente ringraziare chi invece ci sta aiutando: Dorna e IRTA che ci hanno dato sin dall’inizio pieno supporto, tutti i membri della squadra che, senza ancora assicurazioni su un futuro certo, hanno dato il loro incondizionato appoggio per la prosecuzione degli impegni e quegli sponsor e le nuove società che si sono fatte avanti, nonostante le oggettive preoccupazioni, per darci fiducia e stanno interpretando il senso della sponsorizzazione nel significato più vero e alto, la ragione originaria, un aiuto economico per permettere allo sportivo di realizzare il proprio talento". Certo non deve fare piacere vedere il proprio nome collegato a uno scandalo di questa portata. Questo significa è sinonimo della fine della squadra, che ora ha due opzioni: o la gestione controllata, che porterà ad un fallimento pilotato (cosa che forse sta già avvenendo se nel comunicato di Forward si legge: "Sono stati attivati nuovi processi di incasso e pagamento, ricostruita la gestione amministrativa e concordate con la Procura di Lugano le modalità operative immediate".) o la chiusura definitiva. Futuro non certo roseo per una squadra che è stata capace di lavorare, (non senza forzare la mano) con FTR e Kalex in Moto2 e addirittura con Yamaha nella MotoGP. Nello specifico, il rapporto con la casa di Iwata è stato rinsaldato quest’anno con una fornitura tecnica di primo livello, con l’arrivo ad inizio anno delle M1 2014 ex Team Tech3 ma equipaggiate dell’elettronica Open. Per avere una dotazione tecnica di questo tipo servono necessariamente fondi, e i circa 3 milioni di euro che Athinà avrebbe dovuto spendere per sostenere Forward nei prossimi tre anni, erano necessari. Senza questi soldi e senza tanti interessi nei team di seconda fascia da parte degli sponsor, a mettere mano al portafogli per far proseguire le attività di Forward potrebbero essere solo la Dorna e la IRTA. La seconda ha già dato il permesso di saltare il GP di Indianapolis per cause di forza maggiore, mentre la Dorna potrebbe pensare di cercare una “exit strategy” per salvare i due posti in MotoGP che andrebbero persi con l’uscita di scena di Forward. In questo caso non crediate che non esistano interessati al fallimento di Forward. Ci sono eccome e a quanto pare non sono né le squadre della Moto2, né quelle della MotoGP. L’unica classe che genera interesse nel mondiale, oltre alla MotoGP, è sicuramente la Moto3, dove le case sono impegnate in prima persona e i team spendono cifre che in Moto2 neppure si immaginano. Proprio da quella categoria (la Moto3) arriverebbero gli interessi più concreti a rilevare il Team Forward, o almeno... i suoi posti! Tutto è nelle mani di Carmelo Ezpeleta che dovrà decidere il da farsi. La questione è talmente delicata che nel sito della MotoGP queste notizie non sono neppure menzionate. Certo è che il patron del mondiale dovrà valutare bene cosa fare. Ezpeleta aveva detto che gli attuali posti in MotoGP sono bloccati (anche in virtù della nuova politica di finanziamento alle squadre, che partirà nel 2017). Il che significa che in caso di uscita di scena di una squadra questa non potrà essere rimpiazzata, a meno che non venga venduta e comunque il limite per consentire nuovi ingressi è stato fissato solo se le moto schierate scendano a 19. Nel caso del Team Forward la decisione della vendita della squadra dipende dalle autorità elvetiche che stanno gestendo la situazione. Una patata bollente che difficilmente qualcuno in Dorna avrà voglia di prendere in mano, poiché un intervento di salvataggio potrebbe creare un pericoloso precedente. La partita, quella sportiva, è nelle mani di Carmelo Ezpeleta, mentre quella giudiziaria è in quelle del procuratore elvetico John Noseda. A parte l’affare Forward, tutta la MotoGP è con il fiato sospeso. Ci sono altri bombe che stanno per esplodere. La prima è quella piazzata sotto il Team LCR, che deve risolvere il problema CWM. Secondo quanto dichiarato da Lucio Cecchinello, il munifico sponsor (che ha voluto Cal Crutchlow sulla Honda ufficiale e che ha avallato l’arrivo di Jack Miller in MotoGP dalla Moto3) sparirà dopo il GP della Repubblica Ceca. Il magnate Costantinou è in carcere, accusato di frode e ultimamente anche di abusi sessuali. Vedremo come andrà a finire. Sicuramente al Team LCR verranno a mancare fondi e l’anno prossimo Cecchinello dovrà tornare a gestire una sola moto, quella di Miller (pagata dalla Honda). Cal Crutchlow è stato visto in diversi box, da quello di Pramac a quello di Tech3, passando per quello all’Aprilia (ad Assen). L’inglese, infatti, avrebbe dovuto essere pagato da CWM... Non dorme sereno nemmeno Jorge “Aspar” Martinez, che ha la procura di Valencia alle calcagna per diversi capi di imputazione, anche penali, che riguardano l’organizzazione del GP di F.1 nella sua città. Martinez è innocente fino a prova contraria. Però è un sotto osservazione. Insomma c’è poco da stare allegri nel paddock della MotoGP anche perché gli strascichi delle inchieste Forward, Aspar e CWM (in Inghilterra) potrebbero colpire a morte i team privati. Alcuni Team, infatti stanno rischiando grosso, il che significa tante persone rischiano di restare senza uno stipendio. Difficile parlare alla leggera di certe cose. Il campanello d’allarme sta suonando. Forte. Servono a poco i proclami fatti proprio in questa stagione dalla Dorna. Serve una medicina diversa. Forse servono regolamenti diversi ed un maggiore spazio al vero concetto di sport. Luca Bologna