In questa pista così particolare e lontana dall'Europa, ad un passo dalla fine del campionato e quando ancora i piloti sono in piena bagarre per il titolo, c'è stato tempo anche per ricordare un pilota speciale che proprio su questo tracciato, sei anni fa, perse la vita in un brutto incidente. Una camminata a piedi fino alla curva 11 in cui si spense la giovane vita di Marco Simoncelli è stata fatta oggi da parte di papà Paolo e di tutti i piloti e ingegneri dei team che a Marco tenevano in modo particolare. Facce visibilmente tese da parte di tutti, le lacrime sul volto di Valentino Rossi, un abbraccio da parte di Pedrosa e Marquez a papà Simoncelli.

DECISIONE DIFFICILE - ”E' stata una scelta difficile – ha detto Paolo Simoncelli alle telecamere di Sky - quella di essere qui oggi, mi sono fatto accompagnare da mia moglie ci siamo detti dobbiamo esserci siamo felici di averlo ricordato. Bisogna ricominciare siamo a capo di un team anche se capo non mi sento e dobbiamo stare vicino a questi ragazzi, sono contento di aver trovato meccanici così bravi e tutto questo mi aiuta a rallegrare le mie giornate. Credo che i ricci e la semplicità di Marco siano il motivo per cui la gente lo ricorda così volentieri”. Da Guido Meda arriva poi una domanda che fa riflettere Paolo: ”Che ruolo avrebbe oggi Marco se fosse ancora parte del motomondiale?

In qualche momento - risponde Paolo sono un po' arriabbiato, perchè nella sua carriera è stato più volte massacrato per le sue entrate un po' aggressive, mentre adesso è diventata una cosa normale. L'ultima gara in Australia è stata bellissima e mi sarebbe piaciuto vedere Marco e Marquez gareggiare insieme”.