Sette titoli, cinque nella classe regina e 69 vittorie nell'arco di undici stagioni, a 25 anni e otto mesi di età. A Motegi, Marc Marquez ha abbattuto ogni record di precocità nel Mondiale GP, lui che il primo titolo l'aveva conquistato ancora minorenne, nel 2010, per poi diventare il più giovane iridato della Moto2, a 19 anni, e della stessa MotoGP, a 20. Il confronto con gli altri grandi nomi della storia mostra dati interessanti, e testimonia come Marquez sia in vantaggio su tutti. Dal recordman Giacomo Agostini all'uomo che ha fatto innamorare delle due ruote la Spagna, Angel Nieto, fino al totem Valentino Rossi, dal quale Marc ha raccolto (o forse sarebbe meglio dire “ha strappato”) l'eredità al vertice del movimento.

I precedenti: prendiamo in esame sei fenomeni del Motomondiale che hanno preceduto Marquez. Dagli unici due in doppia cifra di titoli mondiali, cioè Agostini (a quota 15) e Nieto (a 12+1, come amava ripetere la leggenda spagnola), agli altri due piloti che hanno raggiunto (Mick Doohan) o superato (Rossi) i cinque titoli nella classe regina. Fino al fenomeno Mike Hailwood e al simbolo della precocità John Surtees, che lasciò le due ruote a 26 anni per passare alla Formula 1, diventando il primo e unico pilota iridato sia nel massimo campionato delle moto che in quello delle auto. 

Il confronto: i dati sono relativi all'epilogo della stagione vissuta a 25 anni. Il più vicino a Marquez è Rossi, che chiuse il 2004 (nella foto) a quota sei titoli, quattro dei quali nella classe regina, nell'arco di nove stagioni, con 68 vittorie, una in meno rispetto a Marc. Se il confronto si sposta sui piloti del passato, il vantaggio di Marquez si amplia, perché i piloti dell'era moderna iniziano prima e disputano quasi il doppio dei GP stagionali. Il vantaggio dei piloti degli anni '60 e '70, però, è che c'erano più categorie (come 50 e 350, sparite nell'era moderna del Motomondiale) ed era più frequente prendere parte a due classi del Mondiale nello stesso anno. Il risultato è che, a 25 anni, Surtees, Hailwood e Nieto avevano conquistato cinque titoli: nel caso del futuro ferrarista avvenne in soltanto sei stagioni e con 31 GP vinti. Mike the Bike lo fece in otto stagioni con 41 vittorie di GP, e con quattro Mondiali consecutivi della 500. Nieto, mai approdato alla top class, raggiunse quota cinque titoli in nove stagioni, con 27 vittorie. Meno precoce Agostini, che a 25 anni aveva disputato appena quattro stagioni nel Mondiale, sufficienti però per conquistare due titoli nella 500 con 16 vittorie. Il vero “late bloomer” resta però Doohan, che a 25 anni conquistò la prima vittoria nella 500: la sua carriera, tra il terribile incidente di Assen e i successivi cinque Mondiali consecutivi con la Honda, doveva ancora cominciare.