Un anno fa, il COTA – il circuito di Austin – aveva dedicato a Nicky Hayden un settore della pista, la Hayden Hill (nella foto sotto). Nel weekend del 12-14 aprile 2019, il GP Americas sarà l'occasione per il (giustissimo) ritiro del celebre numero 69 del campione del Mondo della MotoGP del 2006, scomparso quasi due anni fa in Romagna, dopo un incidente stradale avvenuto pochi metri fuori dal circuito di Misano.

 

Impronta indelebile: Kentucky Kid è stato l'unico statunitense campione del Mondo nell'era della MotoGP. Ma al di là dei risultati ottenuti, è stato a livello personale che Hayden ha lasciato al mondo dei motori un'impronta indelebile, fatta di simpatia, umanità e modestia, qualità trasmesse da una famiglia numerosa quanto dedicata alle corse (i fratelli Tommy e Roger Lee sono stati protagonisti nell'AMA). Per questo, il 69 – «Un numero che puoi leggere anche quando la moto è sottosopra dopo una caduta» raccontava Nicky – non potrà più essere utilizzato nella classe regina. 

Campione e leggenda: il ritiro del numero è un'usanza tipica della cultura sportiva americana, per questo gli Hayden ne conoscono meglio di tutti il valore. «È un grande onore» ha detto papà Earl. «Siamo felici che ciò avvenga nel GP che si corre negli Stati Uniti, perché le gare di casa avevano un grande significato per Nicky». E in effetti Hayden si sbloccò nel 2005 a Laguna Seca, confermandosi l'anno successivo, meritandosi l'appellativo di “Mostro della Laguna”. «Il 69 è il numero di famiglia, Nicky l'aveva ereditato da me: a nome della mia famiglia vorrei ringraziare la Dorna per la volontà di onorare Nicky non soltanto in questo caso, ma anche con tanti altri gesti che sono stati un supporto prezioso in momenti difficili». «Nicky è stato un esempio meraviglioso in pista e fuori» ha spiegato il CEO della Dorna, Carmelo Ezpeleta. «Il 69 rimarrà esclusivamente legato alla sua figura: quella di un campione e di una leggenda».