Venti giri sotto i 2'00”5 nel secondo giorno, 17 tornate sotto la soglia dei 2'00” nella terza e ultima giornata di Sepang. Nessuno nei test in Malesia, nemmeno tra i top rider, ha mostrato la costanza ad alti livelli di Alex Rins, che inizia a costituire una minaccia per tutti. A cominciare da Marc Marquez, che ha inserito il catalano della Suzuki nella lista dei candidati al titolo. «Attenti a Rins» ha detto il campione del Mondo. 

Passi avanti: l'impressione sempre più nitida è che la Suzuki abbia compiuto passi avanti importanti senza smarrire i punti di forza, cioè una ciclistica che non ha nulla da invidiare a nessuna moto sulla griglia. A Sepang, Rins ancora più di Joan Mir – che comprensibilmente vive un periodo di apprendistato – ha provato differenti specifiche di motore e ha confermato di essere in possesso non soltanto di buone doti velocistiche, ma anche della giusta sensibilità. «Rins ha già una buona esperienza e l’anno scorso in questa stessa condizione aveva scelto il suo pacchetto» ha detto Davide Brivio, team manager Suzuki. Un pacchetto che poi ha funzionato, dato che la GSX-RR nel 2018 ha conquistato nove podi. E lo stesso Andrea Iannone, dopo il terzo posto di Aragón, aveva lodato Rins: «Il segreto è stato copiare il suo set up».

SRC: Brivio ha confermato la fiducia legata alle prestazioni di Rins, secondo sia in Malesia che a Valencia. «Nei tre giorni di test in Malesia, Rins ha messo in fila tempi che dimostrano un rendimento di alto livello. Dopo il buon finale di stagione che abbiamo vissuto nel 2018, arrivare a questi test e confermarsi è veramente una buona cosa». La stessa Casa di Hamamatsu ci crede ancora di più: la Suzuki ha creato la SRC (Suzuki Racing Corporation), una sezione all'interno dell'Azienda dedicata esclusivamente alle gare, sulla scorta dell'Honda Racing Corporation. I risultati saranno gli stessi dell'HRC?