Quando team manager e pilota si conoscono poco e, causa lockdown, non possono uscire di casa, meglio usare internet per comunicare e prendere confidenza.

In effetti, Fausto Gresini e Niccolò Bulega non si sono frequentati molto. Giusto un incontro iniziale, prima di firmare il contratto che li lega nel progetto Moto2, poi un assaggio test in Spagna e niente di più. Perché in Qatar Fausto non c’era. Bloccato in Italia, il proprietario della squadra ha ammirato le gesta del suo pilota via TV, ma tra i due non c’è stato contatto. Ecco, quindi, una videochiamata, nella quale esperto e giovane si sono confrontati. 

Il ricordo del primo contatto


Niccolò, ho voluto te nel team perché sei un forte pilota e un bravo ragazzo - ha attaccato Gresini - e io guardo anche a quest’ultimo valore. Io e te ci trovammo a cena un anno prima, rimasi positivamente impressionato. Fu una bella serata, parlammo di moto e altro”.

“Fu a Portoverde, è vero - ha confermato Bulega -. Passammo una bella serata. Proseguimmo il discorso un anno dopo. Il primo aggancio tra noi è stato quando mio papà chiese a Cecchini di poter correre nel tuo team e poi entrammo in contatto”.

L’Academy VR46 e l'approdo nel team Gresini


Il tuo manager, è lo stesso di Cairoli. Mi sono trovato bene con lui, io sono una persona franca e diretta, io prediligo i personaggi così”. Ha continuato Gresini, prima di cambiare argomento “Sei cresciuto con VR46, hai fatto tanti anni in Moto3, poi in Moto2. Sicuramente avrai anche avuto bisogno di capire come fosse fuori da lì, avrai avuto voglio di scoprire cose nuove”.

Ed ecco Bulega:Sono stato con l’Academy VR46 per sei anni, poi sentivo che mi mancava qualcosa. Non capivo perché non arrivavano i risultati, ho sentito la necessità di potermi gestire da solo. Per il momento non ho rimpianti, sono contento di fare parte del team Gresini, me ne sono accorto da subito, il feeling è stato ottimo.

Volevo fare i miei passi, camminando da solo. Volevo gestirmi, senza essere guidato. Sono contento della scelta fatta, mi sono creato attorno un gruppo di lavoro, ognuno dei ragazzi mi aiuta. Io sono complicato”.

Fausto conforta il suo pilota: “Lo siamo tutti. Ma complicato significa esigente. I dettagli sono importanti, perché determinano il risultato finale. Noi siamo in una fase di rodaggio, abbiamo iniziato solo con una gara, il tempo trascorso deve ancora crescere. Il nostro impegno in Moto2 è alto, purtroppo ora siamo fermi, i motivi li sappiamo. Sono fiero di averti con noi, sono convinto che ci apprezzeremo di più. Abbiamo tanti obiettivi e strada da fare”.

La prima gara in Qatar


Sempre Fausto, racconta il suo Gran Premio del Qatar: "Guardavo le gare in TV, ho sfondato il divano. Ci mancava qualcosa dai migliori, l’obiettivo punti è stato centrato, come è andata?”. Il corridore risponde: “In Qatar eravamo abbastanza veloci nei test. Avevo un problema davanti, mi saltava la ruota anteriore nei curvoni. Ci guidavo sopra, però in gara mi sono accorto che il problema legato alla gomma anteriore persisteva. Il problema gomme va risolto, capita di compromettere il weekend perché una gomma non ha funzionato come doveva. Lasci il paddock con dei dubbi, che non fanno mai bene”.

A tal punto, Gresini ha un'idea:Ho parlato con organizzatori e Dunlop, la cosa va risolta. Capita di doversi adattare al sistema del monogomma, a volte le coperture non funzionano bene. È importante stare attenti ad ogni dettaglio, controlliamo tutto. Alcuni team rimangono svantaggiati, altri meno. Noi non siamo veloci nel metterci a posto. Ciò rallenta il lavoro, è una questione di amalgama, il pilota è appena arrivato, tutto è nuovo. L’ho notato nei test di Jerez, c’è entusiasmo ma abbiamo bisogno di tempo”.

Il giovane continua: Confermo, per esempio, mi sono trovato bene con Edgar, penso che lui sia umile e disposto al dialogo. A volte capita che tra compagni di squadra non ci si dica molto di moto e gomme, invece, con Pons c’è condivisione. Il primo avversario è il compagno di squadra, vero, è il primo che vuoi battere. Con Edgar c’è un bel rapporto, speriamo che continui”.

Nel finale, a digiuno entrambi di gare, è Fausto Gresini ad esprimere un concetto:Sicuramente, perché tornare in pista sarà un sospiro di sollievo” e Niccolò Bulega lo completa: “Confermo, infatti mi sto allenando per farmi trovare pronto”.

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