A quanto pare, non sarà l’anno delle wild card. Nessuna "carta selvaggia" in pista nel 2020, perché l’emergenza pandemica ha fatto rivalutare i piani degli organizzatori che, nell’intento di limitare il più possibile gli accessi in circuito, hanno dovuto tagliare ciò che veniva ritenuto “superfluo”.

Tra coloro che ne faranno le spese, i piloti ad invito. Le wild card, appunto. Già poche da diverse stagioni, le presenze dei vari collaudatori ufficiali sono state bandite dai piani attuali dalla MSMA, con un numero massimo di addetti ai lavori sceso da 1300 unità a 1100. Duecento in meno, mica poche.

Cambio di piani


Sfumano i sogni di gloria dei vari Lorenzo, Bradl, Guintoli, Pirro, Savadori, Smith e Pedrosa. Jorge aveva in programma almeno una partecipazione con la Yamaha, per cui lavora; Stefan è lo sviluppatore della RC 213V, quindi niente gare ma solo collaudi. Sylvain porta avanti le evoluzioni Suzuki e Pedrosa collabora con KTM. Per il francese e lo spagnolo, nessuna gara ufficiale. La decisione è stata presa per un motivo legato ad ulteriore personale da portare nel paddock: oltrea al pilota stesso, il relativo staff, costituito da tecnici, addetti stampa, coordinatori e quant'altro.

Michele, invece, è iscritto anche al CIV Superbike. Il pugliese - qualora la serie tricolore partisse - sarebbe in sella alla Ducati Panigale V4 R. Non è una MotoGP, ma almeno il numero 51 si giocherà qualcosa contro avversari pronti a togliergli il numero 1. Uno di questi potrebbe essere proprio Lorenzo, tester Aprilia e al via nei confini nostrani con la RSV4. la RS-GP era piaciuta a LorySava32, che potrà guidarla solo in sessioni private. L’inglese Bradley Smith - anch’egli alla corte di Noale in Top Class - dovrà “accontentarsi” della MotoE, la categoria elettrica che lui affronterebbe per il secondo anno consecutivo. A meno che, Aprilia non lo scelga per sostituire lo squalificato titolare Andrea Iannone.

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