Se ne è andato un grosso pezzo del motociclismo italiano e mondiale. Carlo Ubbiali, il pilota bergamasco autore di imprese nelle gare stradali e quelli in circuito, capace di conquistare qualcosa come otto titoli nazionali vinti nel Campionato Italiano Velocità e i ben nove campionati mondiali, distribuiti nelle classi 125 e 250, spiccando in primis con la Mondiale, affermando il suo talento poi con la MV Agusta.

Ubbiali, classe 1929, ha vissuto il grande secondo conflitto bellico, senza rinunciare all’oggetto del desiderio: la moto. Oltretutto, il “cinesino” lombardo - soprannome datogli per le sua esile corporatura e per gli occhi a mandorla - ebbe anche coraggio ed abilità tali da portarlo in cinque occasioni sul podio più alto del Tourist Trophy, la competizione che si svolge sull’Isola di Man.

Ritenuto dall'opinione comune il "professore di Assen", l'Università olandese delle due ruote, per merito dei nove successi ottenuti al Van Drenthe. Lo stile di guida preciso e millimetrico ha fatto scuola anche ai più giovani corridori.

Carlo, rimasto simbolo nazionale e riferimento carismatico anche quando ha smesso di correre, e rispettato da tutti i colleghi, aveva 91 anni. La redazione di Motosprint si aggiunge al cordolio della famiglia Ubbiali.