Cal Crutchlow concluderà a fine stagione - non ancora partita - il rapporto con HRC, iniziato tramite il team LCR nel 2015, per un computo di sei campionati in MotoGP e, considerando anche le esperienze spese con Yamaha e Ducati, per Cal il 2020 è il decimo anno in Top Class.

Missione RS-GP


L’inglese aveva paventato il ritiro. Il (quasi, perché festeggia il 29 ottobre) trentacinquenne di Coventry detiene un titolo Supersport, gare vinte in SBK, podi e affermazioni nella Classe Regina del Motociclismo, con tre Gran Premi festeggiati dal gradino più alto. I viaggi, gli allenamenti, la famiglia e i sacrifici pesano o, forse, pesavano sulle spalle di Cal che, all’orizzonte, avrebbe una ulteriore missione stimolante: sviluppare e - possibilmente - portare in alto l’Aprilia RS-GP, il prototipo di Noale che tanto piace e che è nelle mani di Aleix Espargarò e Bradley Smiht.

Proprio Smith è, di fatto, il sostituto di Andrea Iannone. Ancora non si conoscono le sorti dell’abruzzese di Vasto, perciò, Aprilia ha chiamato il britannico visto in MotoE lo scorso anno. Siccome i britannici vanno forte e si impegnano anche nei test, ecco chiara la scelta compiuta.

Obiettivo 2021


Pure Crutchlow si impegna e va forte. La sua esperienza, maturata su M1, Desmosedici, RC 213V, potrebbe essere utile al reparto corse veneto, quanto lo sarebbe in pista nella feroce bagarre, situazione che il numero 35 predilige.

Insistenti rumors darebbero Aprilia e Crutchlow insieme nel 2021. Il dato certo è che Cal lascerà la squadra di Lucio Cecchinello e si “toglierà di dosso” l’adesivo HRC, dopo varie richieste da parte sua di inserimento nel team Repsol ufficiale. “Qualcuno” non lo ha voluto e lui (dal suo punto di vista, giustamente) cambia aria.

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