Sfide Sprint, Eastern Creek 1994: la nascita del Corsaro

Sfide Sprint, Eastern Creek 1994: la nascita del Corsaro© Milagro

Il ritorno di Biaggi in Aprilia coincise con il suo debutto con la livrea nera e fu buonissima la prima, con il successo in volata nella battaglia tutta italiana, preludio al titolo. Anzi, a un lunghissimo dominio

28 settembre 2020

Australia 1994: la 250 offre un ultimo giro entrato nella storia del motociclismo, con il sorpasso vincente di Biaggi - ai tempi ancora Massimiliano - ai danni di un Loris Capirossi indotto all’errore dopo aver condotto praticamente per tutta la gara. Quel giorno, quel successo, nel primo GP stagionale, posero le basi non soltanto per il primo titolo di Max Biaggi e per il primo alloro iridato dell’Aprilia in 250. Ma fu la nascita del Corsaro Nero, grazie alla livrea dell’Aprilia abbinata a un Biaggi vincente, capace poi di aggiudicarsi tre titoli di fila con la Casa di Noale, prima di completare il poker con la Honda

Quel giorno, ad approfittare della sbavatura di Capirex fu anche Doriano Romboni, che strappò un’insperata seconda posizione, mentre l’imolese due volte iridato in 125 passò in un attimo dal primo al terzo posto e il suo volto scuro sul podio non era legato soltanto all’abbronzatura. Il giovane Loris non fece mistero della sua delusione quando, nelle dichiarazioni post-gara a Motosprint, accusò Biaggi di essere un “succhiascie”.


Capirossi: "Quando ho sbagliato è stato lestissimo ad approfittarne..."

"Ho corso uno dei GP più belli e difficili della mia carriera. Non ero in condizione di andare via come avevo sperato dopo le prove, così non mi è rimasto che accettare di avere alle spalle quel succhiascie di Biaggi. Ho provato a farlo passare ma quando è stato lui davanti perdevamo un secondo al giro e presto ci saremmo ritrovati tra i piedi anche Romboni e Ruggia. Verso la fine non avevo più aderenza e quando ho sbagliato Biaggi è stato lestissimo ad approfittarne. Nella sbandata ho perso un sacco di velocità, per cui mi è arrivato sotto anche Romboni. È vero, sono passato sul rettilineo scuotendo la testa, ma la manetta del gas era ben aperta".


Il podio tutto italiano si era visto anche pochi mesi prima nel GP USA, ma con Capirossi, Romboni e Loris Reggiani. Ma questa volta il pilota del Team Pileri si sentì privato di una vittoria che assaporava fin dall’inizio del weekend, quando il cronometro gli dava sempre ragione. Tra Biaggi e Capirossi, poi, la rivalità era sfociata già a metà 1993, a Brno, quando le loro traiettorie si incrociarono: Biaggi chiuse la linea, mandando Capirossi nella ghiaia e costringendolo a una furiosa rimonta, culminata con il record della pista, per cercare di strappare punti nella corsa al titolo (poi conquistato da Tetsuya Harada). "Lo ammazzerei" erano state le parole a caldo, durissime, di un Capirossi furioso nei confronti di Biaggi. "Non è capace di correre, è meglio che stia a casa". Nel 1993 Capirossi e Biaggi correvano entrambi su Honda, ma con team diversi: rispettivamente quelli dei fratelli Pileri e di Erv Kanemoto. 

Il cambio di Marca di Biaggi, con il ritorno all’Aprilia, non attenuò la rivalità, anzi. Nelle qualifiche del GP d’apertura a Eastern Creek, fu Loris a siglare il miglior crono, in 1’32’200, con Biaggi terzo, in 1’32’’629, preceduto anche dal giapponese Nobuatsu Aoki. Doriano Romboni quarto, in 1’32’’765. 

Al via, Capirossi scattò subito in testa, ma non ebbe modo di prendere un margine di sicurezza, e alle sue spalle s’incollò Biaggi, senza cercare il sorpasso. Intuito che il romano avrebbe potuto approfittare della scia sul finale, Loris decise di rallentare tanto da farlo andare davanti. Una volta in testa, però, Biaggi replicò con la stessa moneta e costrinse Capirossi a tornare al comando, perché il gruppo degli inseguitori si stava avvicinando, capitanato da Romboni su Honda e da Jean-Philippe Ruggia su Aprilia. Quello di Biaggi era un gioco di strategia e Loris si ritrovò costretto a rischiare


Biaggi: "Il confine tra vittoria e sconfitta lo scrive la grinta"

"È il terzo GP che vinco, sicuramente il più bello. Questa sfida a due fra me e Loris farà parlare: fra di noi c’è grande rivalità, non è un mistero… E poi anche lui non perde occasione per alimentare il fuoco. Prima della gara ha indicato un aereo che stava passando sopra il paddock e mi ha detto “attento, la mia moto va forte come quello”. La cattiveria fa parte delle gare e molte volte aiuta: il confine tra vittoria e sconfitta a volte lo scrive la grinta, e se Capirossi non avesse commesso quell’errore mi sarei accontentato del secondo posto senza recriminare". 


Capirossi patì la tensione e la presenza di Biaggi, che con la sua livrea nera lo seguiva come un’ombra inquietante. E all’entrata del tornantino, a due curve dal traguardo, Loris sbagliò l’ingresso e Max ne approfittò per portarsi davanti. Anche Romboni riuscì a guadagnare una posizione, battendo Capirossi nella volata finale: e se i primi due tagliarono il traguardo in carena, Loris aveva il casco fuori dal cupolino, scuotendo la testa. L’imolese non poteva sapere che due anni e mezzo più tardi, quel tornantino gli avrebbe risarcito la delusione, quando Mick Doohan e Alex Criville finirono a terra e un sorpreso Capirossi vinse il primo GP della 500 proprio nel giorno del primo addio alla top class. 

La furbizia di Biaggi si unì al colpaccio di Romboni, che finì secondo in un weekend dal quale non si aspettava granché, dopo aver rotto il motore della sua Honda tre volte durante le prove. Il ligure corse infatti con una moto assemblata soltanto la mattina della gara.


Romboni: "Come vincere al Totocalcio"

"Dopo tutti i problemi avuti nelle prove - addirittura tre motori rotti in due giorni - non speravo proprio di finire sul podio. Mi sento come se avessi vinto al Totocalcio perché ho corso con un motore di ricambio che ho montato nel miglior telaio, ma l’ho potuto provare solamente nel warm up per un paio di giri".


Una rivalità tutt'altro che sopita


La stagione si concluse con il primo titolo mondiale di Max Biaggi, che in sella all’Aprilia ufficiale conquistò altre quattro vittorie, mentre Loris Capirossi si piazzò terzo, con quattro vittorie, alle spalle di Tadayuki Okada (Honda). Doriano Romboni concluse la stagione al quarto posto, con una vittoria e sette podi. 

Da anni Biaggi e Capirossi sono diventati amici. Recentemente, sono stati protagonisti di una diretta Instagram in cui hanno parlato dei loro rapporti di quando erano avversari.  "Se vogliamo essere sinceri, durante la nostra carriera agonistica non ci amavamo troppo, ma il nostro rapporto è sempre rimasto tranquillo…" ha detto Capirossi. "Poi si diventa grandi, maturi, si capiscono tante cose. È normale che adesso il nostro rapporto sia ottimo, perché alla fine per tutta la vita abbiamo fatto insieme, da avversari, quello che amavamo di più, e adesso ci godiamo tutto quello che abbiamo fatto". 

Ma quando parlano di gare, anche oggi i due sembrano piloti in attività: "Ho vinto tre Mondiali, ma avrei potuto vincerne di più" ricorda Capirossi, 47 anni. "Il Mondiale 1994 l’ho regalato a te… a Brno ce la giocavamo e potevo vincerlo io, avevo 24 punti di vantaggio, e mancavano tre gare… Poi ho rotto il motore ed è finita lì…" puntualizza Capirossi. 

"Quando eri in moto non conoscevi vie di mezzo, eri in modalità on oppure off" ribatte Biaggi, 49 anni. E via così. Perché sono amici, ma sono due numeri uno del Motomondiale e, sotto sotto, un po’ avversari lo rimarranno sempre. 

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