MotoGP, situazione motori: Suzuki in vantaggio sull'affidabilità

MotoGP, situazione motori: Suzuki in vantaggio sull'affidabilità© Getty Images

Facciamo il punto per quel che riguarda i primi quattro piloti della classifica iridata a tre gare dal termine: Mir quello meno a rischio rotture, Vinales quello nella situazione peggiore

4 novembre 2020

Il Gran Premio d'Europa, primo dei due appuntamenti sul circuito di Valencia e terz'ultimo round stagionale del Motomondiale, è ormai alle porte. La lotta per il titolo mondiale si è ristretta a quattro piloti - seppur siano ben quattordici quelli ancora matematicamente in corsa - e due Case costruttrici, ovvero Suzuki, con il leader Joan Mir, e Yamaha con Quartararo, Vinales e Morbidelli, rispettivamente a 14, 19 e 25 punti di distacco dal maiorchino.

Un fattore fondamentale in queste ultime gare, oltre alle gomme, sarà l'usura dei motori. La situazione per Yamaha, complici le rotture e i problemi di affidabilità di inizio stagione, non è rosea, mentre quella di Mir e della Suzuki è ben più tranquilla. E' bene ricordare, infatti, che una volta esauriti i cinque motori regolamentari, i piloti incappano in penalità, trovandosi costretti a partire dalla pit lane.

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Yamaha: Vinales nella situazione peggiore


La situazione per la Yamaha ufficiale di Maverick Vinales è critica, con soltanto due motori ancora a disposizione dei cinque previsti per l'intera stagione. Entrambi, inoltre, sono in uso addirittura dal Gran Premio di San Marino, con una quantità di chilometri percorsa già al di sopra dell'autonomia in grado di permettere la massima efficienza.

Franco Morbidelli, complice anche una rottura in gara, è in una situazione analoga a quella di Vinales con soltanto due motori ancora utilizzabili, mentre Quartararo è il pilota Yamaha nella miglior situazione. Essendo l'unico a non aver accusato una rottura del prospulsore a Jerez, può contare su tre motori di cui uno con poco più di 800 chilometri percorsi.

Mir e la Suzuki in vantaggio nel chilometraggio


Il vantaggio di Joan Mir e della Suzuki non riguarda soltanto il punteggio in classifica, ma anche il chilometraggio dei motori. Lo spagnolo ne ha ancora tre a disposizione, di cui uno montato ad Aragon con appena 300 chilometri circa all'attivo e gli altri due ancora ben al di sotto del chilometraggio massimo. 

Il circuito Ricardo Tormo di Valencia non è particolarmente stressante dal punto di vista motoristico, ma in un mondiale così incerto, ogni dettaglio può fare la differenza.

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