Tommaso Marcon ha concluso la sua prima stagione in MotoE al quattordicesimo posto, siglando come migliori piazzamenti due quinti posti con il team Tech3. Un risultato che non soddisfa il ventenne pilota veneto, che aveva altre mire.

L'infortunio di inizio stagione


“Le mie aspettative erano molto diverse, ero partito carico per vincere”, ci dice Marcon. “Purtroppo ho avuto un forte stop una settimana prima della prima gara, perché mi sono infortunato al crociato posteriore destro, e alle prime due gare a Jerez ero in forte difficoltà”, spiega. “Erano due weekend consecutivi e io non avevo ancora recuperato. Ho corso, ma sulla moto non riuscivo a muovermi con la gamba destra: utilizzavo solo la gamba sinistra e le braccia, e correre con un quarto della forza in meno è molto complicato.

“Fortunatamente per Misano sono riuscito a riprendermi all’80% e la pista di casa mi ha dato anche una spinta in più. In gara1 ho concluso quinto partendo undicesimo e alla seconda curva ero addirittura ultimo per evitare dei piloti caduti davanti a me, ma sono riuscito a rimontare. Peccato però che sia mancato il risultato in gara2: sono caduto mentre ero terzo, sarebbe stato un bel podio.

A Le Mans, che è una pista che non avevo mai visto, abbiamo fatto solo un giro asciutto prima della gara, quello della superpole, e mi sono qualificato soltanto quattordicesimo, ma sono arrivato quinto in gara1. In gara2 invece sono caduto mentre ero quarto per un problema di temperatura con la gomma davanti”, continua a raccontare Marcon.

Alla fine che bilancio fai della tua prima stagione in MotoE?

Per me la cosa importante era fare il risultato, e non ci siamo riusciti in pieno. Ma sono contento perché abbiamo espresso la velocità”.

Lo sviluppo dell'Aprilia RS660 Trofeo


Attualmente sei impegnato nel progetto di sviluppo dell’Aprilia RS 660 in versione Trofeo. Come vivi questo ruolo?

“E’ un’opportunità meravigliosa, anche perché lo faccio per un brand italiano, che amo fin da quando ho memoria, e a 20 anni è una bella soddisfazione”.

Come hai sviluppato le tue doti di collaudatore?

Sono più bravo a fare il pilota che il collaudatore ma l’esperienza che ho maturato in questi anni mi ha fatto arrivare ad un livello adatto per fare anche il collaudatore, almeno a detta di Aprilia. Del resto ogni pilota cerca la perfezione tutte le volte che sale in moto, soprattutto a livello a mondiale, dove contano i millesimi. Devi sempre essere in grado di capire dove puoi migliorare…”

Il futuro


Cosa farai il prossimo anno?

La MotoE è una formula interessante, sarà sicuramente il futuro. Stiamo valutando se ripeterla o se cambiare: ho due offerte per la MotoE, ma ho anche la possibilità di tornare alle origini sulla Moto2. Una delle opzioni sarebbe il CEV: potrei puntare a vincere lì per poi andare nel mondiale Moto2, che è il mio obiettivo principale”, conclude Marcon.

Dalla parte di Tommaso Marcon c'è la giovane età: 21 anni li compirà il prossimo 26 dicembre. C'è tempo anche per fare una stagione nel CEV e trovare ancora aperte le porte del Motomondiale.

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