Oggi compie gli anni un ex pilota, macché ex, un pilota che incarna perfettamente le caratteristiche del capricorno, segno zodiacale di terra, riconosciuto per doti di determinazione, caratterie, follia e... velocità. Proprio come era in carriera Alessandro Gramigni, nato a Firenze il 29 dicembre 1968, capace di regalare all'Aprilia il primo alloro Mondiale.

1968-1992, a 24 anni l'effige di campione in 125 Grand Prix


La concorrenza era spietata ed un brutto infortunio, rimediato in un incidente stradale, rischiava di rovinare tutto, ma Alex era veramente una testa dura, affermazione intesa per descrivere la voglia del toscano di primeggiare nella ottavo di litro, classe in cui la Casa di Noale desiderava battere i rivali giapponesi.

Ed il numero 39 ci riuscì, grazie ad una Aprilia RS 125R colorata in viola, bianco, rosso e nero, portata al successo nei Gran Premi di Malesia ed Ungheria, ai quali vanno aggiunti i podi calcati ad Eastern Creek, Assen, Donington, Interlagos e Kyalami. 

I nippo dovettero abbassare la testa al cospetto degli italiani e fu la prima volta di tante affermazioni iridate. Il Gram si conquistò un posto nella 250, categoria in cui rappresentò il marchio Gileria, ancora Aprilia, poi Honda. Poco più avanti, un piccolo asaggio di 500, prima di passare al paddock delle derivate di serie.

Gram in SBK


Ammirarlo mentre era in azione, fu un vero spettacolo. Sempre impegnato con moto private (a dir poco), Alessandro dava manate di gas, piegava al limite e frenava anche oltre. Per esempio, memorabile resta il decimo posto colto a Monza nel 2000, quando la sua Yamaha R7 rimase letteralmente senza... freni.

Ma lui la domava como un toro e, in anni di SBK, tutti ricordano i capelli lunghi uscire dal casco e sventolare allegramente in accelerazione. A motori spenti, simpatia, goliardia ed accento toscano facevano la differenza. Il Gram era ben voluto da tutti e lo è ancora oggi.

Per Pirovano questo ed altro


Impegnato quale collaudatore Pirelli, Alex è ammirato da adulti e giovani e riconosciuto per caratteristiche di sensibilità e capacità di comunicare le doti di uno pneumatico. A proposito di sensibilità, all'Estoril abbiamo visto in sella Gramigni, su una Yamaha R1 molto particolare.

Una R1 dipinta come la moto portata in vittoria da Fabrizio Pirovano nel 1993, proprio in Portogallo, pista sulla quale l'oggi cinquantadueenne toscano ha ricordato l'amico brianzolo, uno dei personaggi più carimastici della SBK. Con la tabella numero 5, il Gram ha omaggiato un mito che manca a tutti coloro che lo hanno conosciuto.

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