Racconta Alan Carter, ex pilota Yamaha 250 insieme a Wayne Rainey: “La Yamaha 250 non andava. Io e Rainey chiamammo il nostro Boss e lui arrivò dall’America al GP di Francia, in jet. Era un ex pilota da due anni. Ci ascoltò, chiese tuta e casco e scese in pista a Le Castellet. Fece 5 tornate, poi scese e si cambiò. Cristo, ci aveva rifilato un secondo al giro. La riunione tecnica con lui durò 20 secondi. Ci disse: “Ora ho 2 punti fermi: 1) Siete delle teste di c.... e 2) Salite in moto e date più gas. Se non ci sono domande, ora io me ne torno in California”.

Questo è solo un aneddoto per raccontare chi era sportivamente Kenny Roberts, che oggi spegne 69 candeline essendo nato il 31 dicembre 1951. Più dei freddi numeri, è interessante notare come la carriera di Kenny in 500 sia durata solamente 6 anni, nei quali si è portato a casa 3 titoli consecutivi tra il 1978 ed il 1980.

Gli inizi


Kenny Roberts nasce a Modesto in California il 31 dicembre 1951. Arriva tardi al motociclismo, all’età di 12-13 anni. All'età di 12 anni Kenny lavorava come "cow-boy" e fu invitato dalla moglie del suo datore di lavoro ad accendere il mini motorino regalato al figlio, e che non partiva. Kenny ci provò e si ribaltò immediatamente, si ferì gravemente a un ginocchio e svenne per il dolore.

A tredici anni Kenny aveva già vinto nell'Oregon, vittorie nella categoria flat-track, nella classe 100 cm³. Nel 1970 conquistava il "National Novice Championship" del Campionato AMA. Nel 1971 iniziò con la Yamaha e vinse nove gare della "AMA Junior Championship". Nel 1972 ottenne la licenza "Expert".

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La 250


Il debutto nel Motomondiale avviene nel 1974 in 250 con la Yamaha. Coglie il primo podio di carriera in Olanda arrivando terzo e a fine anno è 19° con 10 punti grazie proprio a quel terzo posto come wild card. Correrà in 250 anche nel 1978 chiudendo al quarto posto con 54 punti, 2 vittorie e 4 podi complessivi.

Le due vite in 500: la prima da pilota


Nel 1978 debutta in 500 come pilota ufficiale, sempre per la Yamaha. In quell’annata disputa anche la 250 e la Formula 750 con questi risultati: campione del mondo in 500 con 110 punti e 4 vittorie, quarto in 250 e vice campione in Formula 750.

L’anno successivo si riconferma al vertice della classe regina mantenendo il titolo con 113 punti, 5 vittorie e 7 podi complessivi.

Nel 1980 vince il terzo ed ultimo titolo mondiale con “soli” 87 punti, frutto di tre vittorie e 6 podi complessivi.

Nel biennio 1981-1982 inizia la fase “calante”: terzo posto con sole 2 vittorie, 5 podi e 74 punti mentre nel 1982 è quarto in classifica con 2 vittorie e quattro podi per 68 punti totali.

L’83 rappresenta l’ultimo colpo di coda di una carriera breve (6 anni effettivi) ma intensa: titolo platonico di vice campione per soli 2 punti (142 contro i 144 di Freddie Spencer) con 6 vittorie e 9 podi totali.

La seconda da team manager


A fine 1983 Roberts decide di appendere il casco al chiodo ed intraprendere una nuova vita da team manager all’interno del Motomondiale. Nel 1984, grazie anche all’aiuto di Yamaha, fonda il suo team che porta alla 250 Alan Carter e Wayne Rainey. Dal 1990 al 1992 Wayne Rainey diventa campione per tre volte di fila sotto la sua direzione ed in 250 un giovane John Kocinski riuscì a vincere il titolo della quarto di litro.

Trent'anni fa: Rainey e Kocinski servono a Roberts l'antipasto mondiale

Fino al 1996 è stato team manager per conto di Yamaha, nel 97 ha lasciato Yamaha per andare avanti da solo come owner del proprio team e proponendo diverse concezioni di moto.

La nuova attività iniziò con la KR V3, moto per il cui sviluppo si affidò ad una struttura situata in Gran Bretagna e il cui sostegno economico veniva garantito dalla casa motociclistica malese Modenas. La squadra debuttò così nella stagione 1997 con motociclette marchiate Modenas, nome mantenuto fino al termine del 2000.

Dal 2001 prese invece il nome del nuovo sponsor, anch'esso malese, la Proton e, dopo aver proseguito ancora per un paio d'anni il progetto della moto con motore a 2 tempi, presentò il nuovo modello a quattro tempi per la nuova MotoGP.

Con l'entrata in vigore della MotoGP e delle nuove regole per le case costruttrici e i team partecipanti al motomondiale, venne registrato come Proton tra le case costruttrici e come "Proton Team KR" tra i team, concludendo l’anno al quarto posto tra i costruttori e al settimo tra i team; i piloti schierati furono Nobuatsu AokiJeremy McWilliams. Gli stessi piloti gareggiarono anche nel Motomondiale 2003 ma i posizionamenti furono peggiorati con il sesto posto tra i costruttori e l'undicesimo tra i team.

La situazione non migliorò neppure nel 2004 in quanto McWilliams venne sostituito dall'altro figlio del team manager, Kurtis e da James Haydon nelle ultime gare della stagione in cui Kurtis era infortunato.

Nel 2005 Roberts strinse un accordo per la fornitura del propulsore con la casa austriaca KTM ma l'accordo ebbe termine prima della fine della stagione e il team ottenne un solo punto in tutta la stagione. Nel frattempo la denominazione ufficiale era cambiata in Team Roberts, perdendo la denominazione dello sponsor.

Dal 2006 la squadra ha potuto contare sul supporto della Honda, che forniva a pagamento il motore. La nuova moto era la KR211V risultante dalle iniziali di Roberts e dal nome del propulsore Honda (che equipaggiava anche la Honda RC211V). Roberts, come unico pilota, scelse suo figlio Kenny Roberts Jr che riuscì ad ottenere due piazzamenti sul podio; il team riuscì ad arrivare al sesto posto nella classifica specifica.

Una situazione simile si è verificata nel 2007 con l'introduzione della KR212V (il cambio di nome era dovuto all'aggiornamento del propulsore che, dopo il cambio di regolamento che limitava la cilindrata a 800 cm³, era passato a quello che equipaggiava anche la Honda RC212V); in corso di stagione Kenny Jr venne dapprima affiancato e poi sostituito dal fratello Kurtis ma non vennero ottenuti risultati di rilievo con il team che scese all'undicesimo posto in classifica.

Fu questo anche l'ultimo anno di attività del team che annunciò il suo ritiro dal mondiale a causa della mancanza di sponsor.

Kenny Roberts: 'Nessuno come Valentino Rossi: è incredibile'

Kenny cuore di papà


Roberts Sr ha avviato al motociclismo anche i suoi due figli, Kenny Jr e Kurtis, con alterne fortune. Mentre Kenny Jr riuscì nell’intento di seguire le orme del padre diventando campione nel 2000 con Suzuki, Kurtis invece non ebbe molta fortuna: solo 11 punti in MotoGP tra il 2004 ed il 2007. 

Tanti auguri, marziano!