Dopo due stagioni MotoGP complete col team Tech3 KTM, Miguel Oliveira è stato promosso alla squadra Factory, direttamente collegata al reparto corse di Mattighofen. Il portoghese ha ricevuto questo avanzamento di carriera, meritatatamente: nel 2020, il ventiseienne di Almada è stato capace di vincere due Gran Premi, quello di Stiria e in casa, a Portimao.

Vestito oggi da panni ufficiali, il forte e talentuoso numero 88 rimarca quanta soddisfazione provi per questo passaggio fondamentale: "Sono veramente eccitato di poter far parte di questa realtà - le parole del pilota orange con marchi Red Bull - e non vedo l'ora di cominciare la stagione. Sono contento di poter condividere il box con Brad Binder, io e lui ci spingeremo in avanti, vicendevolmente. Proveremo a centrare ancora più vittorie. La pausa è stata è fin troppo lunga, perché io ho concluso il 2020 con un successo con Tech3, già pensando alle prossime sfide".

Sei considerato uno dei favoriti al titolo. Ora dovrai gestire pressioni maggiori sulle tue spalle?

"Ma che bella prima domanda! (ride). Sento di aver compiuto un reset, per stagione che verrà. Il fatto che io abbia vinto l'ultimo Gran Premio 2020, non includa che io debba sentirmi sotto pressione, né che io abbia l'obbligo di arrivare nelle posizioni che realmente desidero. La mia sfida consisterà nel conoscere me stesso, gli avversari, la squadra. Pure il team dovrà conoscere me. Dovremo capire come organizzare il lavoro, costruendo i risultati insieme. Però vedo me stesso nella possibilità di iniziare dove ho finito il 2020".

Quando è diverso lavorare con il team KTM ufficiale e cosa ti aspetti di ottenere?

"Il mio debutto in MotoGP attraverso il team Tech3 è stato abbastanza buono, perché avevo una pressione bassa da sopportare. Tutti erano amichevoli con me, quindi mi sono sentito presto a casa nella squadra francese. Io mi aspetto i entrare adesso in una realtà un po' più dura, però sento di essere in grado di lavorare sui dettagli che un team ufficiale può garantire. Qui ci sono tutti gli strumenti giusti, che mi saranno forniti. So che avrò una diversa responsabilità, dato che svilupperemo molte nuove parti. Dovremo segnare la via, insieme al test team, in termini di sviluppo della RC16".

Sei ora il pilota più esperto sulla RC16: come definiresti la tua moto?

"Le versione 2019 e 2020 erano abbastanza diverse tra loro, per il modo in cui trasmettevano maneggevolezza e confidenza di guida.  Con la moto si doveva forzare, specialmente in curva, più volte. Era una guida selvaggia! Ero molto shockato, quando guidai la RC16 la prima volta. Attraverso la stagione 2020 ed i relativi test, ho trovato un moto dal maggior potenziale. Avevo una sensazione di naturalezza in sella e la confidenza aumentava. Avevo capito che avremmo potuto cogliere ottimi risultati".

Quale immagini possa essere il successo finale del 2021?

"Diventare Campioni del Mondo. Guardo avanti con un senso di realismo. So che si tratti di un desiderio ambizioso, perché molte cose vanno messe assieme. Ma, avendo gli strumenti e la giusta gente, con tanta determinazione nel progetto, possiamo puntare a riuscirci. Dipenderà da come andrà la stagione. Un quarto posto potrebbe essere ottimo, mente un secondo no. Dipenderà da come porteremo avanti il lavoro. Io voglio fare meglio del 2020, questo è il mio obiettivo".

Pacchetto Moto-pilota perfetto


Quando ci si rende conto davvero di guidare al limite una MotoGP? Miguel spiega come Portimao e Mugello siano micidiali: "Per esempio, duranre la prima staccata di Portimao - fconferma - dove il tracciato ti fa sentire le farfalle nello stomaco, perché ci si arriva forte e si frena quando la pista scompare. La sensazione che si ha nella pancia la si prova solo al Mugello, forse, dato che ci si arriva a più di 330 chilometri orari. La San Donato è una curva simile alla prima di Portimao".

KTM era considerata una Casa rookie, adesso è protagonista della MotoGP.

"Sì, ed è veramente importante per un pilota sapere di poter disporre di tutto ciò che serve per ottenere buoni risultati. Devi esserne sempre certo, al 120 per cento. Io mi concentro principalmente su questo, quindi, non sono preparato solo fisicamente. Guardo avanti, con gli obiettivi ben fissati nella mente. Questo non è un lavoro statico, Io penso che ogni anno ci sia qualcosa da portare alla sfida successiva".

Descrivi il pacchetto Oliveira-KTM RC16.

"Perfetto! No dai, devo dire che negli ultimi due anni mi sono integrato bene con la moto. Sicuramente, avrei voluto fare di più nel 2019, quando un infortunio mi ha limitato, facendomi perdere le ultime gare. Sebbene il 2020 sia stato l'anno di gare più corto, i progressi compiuti sono stati numerosi. In sella mi sentivo a casa, per un lavoro che non finiva mai. Finché non avrai sviluppato abbastanza la moto, non ti potrai rilassare. Si tratta di un processo che non finisce mai ed in ogni fine settimana deve essere ancora più intenso".

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