Il mondo dello sport italiano è stato oggi scosso dalla notizia dell’archiviazione del processo penale a carico di Alex Schwazer, scagionato dunque dalle accuse di doping che lo perseguitavano dall’oramai lontano 2016. Il Gip del Tribunale di Bolzano non si è limitato a tale decisione, ma ha anche criticato aspramente la Wada e Iaaf, accusandole di aver agito in maniera autoreferenziale e di aver alterato i campioni di urina del marciatore altoatesino.

Tutto questo non ha potuto non destare l’attenzione di Andrea Iannone, che proprio su indicazione della Wada è stato condannato a quattro anni di squalifica dal Tas di Losanna. “Queste situazioni accadono da tempo - si è sfogato Andrea nelle sue storie Instagram - e quindi questo sistema va fermato per il bene degli atleti, che da una vita fanno sforzi sia fisici che mentali senza essere dopati”.

Iannone: "Mafia nello sport più grande dello sport stesso”


“Sicuramente ci sono atleti che si dopano - prosegue il pilota di Vasto nella sua invettiva - ed altri che non lo fanno. I primi è giusto che vengano puniti, mentre non è giusto che i secondo paghino soltanto perché oramai la mafia presente nello sport è più grande dello sport stesso. Questo sistema fa veramente schifo”.

Parole al vetriolo quelle di Iannone, ovviamente vicino emotivamente al marciatore, che a differenza dell'abruzzese ha potuto però mettere la parola fine alla propria vicenda. Per il numero 29 invece il futuro appare ancora nebuloso, tra proposte dal mondo dello spettacolo e possibili nuove vesti nel mondo delle moto.

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