La (vana) esultanza di Frankie Chili e le lacrime dopo il traguardo

La (vana) esultanza di Frankie Chili e le lacrime dopo il traguardo© Milagro

Nel Gran Premio 250 di Jerez 1992 il numero 7 era convinto di aver concluso al secondo posto, invece, mancava un giro alla bandiera a scacchi. Accortosi dell'errore, la sesta posizione ed il pianto finale

Quel Gran Premio di Spagna è difficile da dimenticare, specialmente per chi lo ha vissuto da protagonista. Era domenica 10 maggio. A Jerez de la Frontera, la classe 250 presentava ben 37 piloti in griglia, distribuiti in quattro Marche per motorizzazioni a due tempi. Bei tempi.

Episodio triste, invece, per Pierfrancesco Chili, schierato dal team Valesi. Con l'inconfondibile Aprilia numero 7, il bolognese scattava dalla prima fila grazie ad un quarto crono ottenuto in qualifica. La premessa per una gara di livello, infatti, andò proprio così.

O meglio, non del tutto così. Tra un sorpasso e l'altro, l'allora ventottenne di Castenaso ha poi combattuto con il rivale Loris Reggiani, esibendo uno stile di guida, specialmente nei veloci curvoni andalusi, inimitabile ed efficace, che stava determinando la differenza finale. Qualcosa, però, andò storto.

 Secondo gradino del podio buttato


I passaggi previsti per la duemmezzo erano 24. Pierfrancesco, già da qualche giro, fu in grado farsi largo nella bagarre di gruppo in cui c'era, appunto, anche Reggiani. Il fattaccio si stava materializzando. Convinto di avercela ormai fatta, Chili rallentò in prossimità della linea a quadri bianco e neri.

Il teorico traguardo, ovvero. Peccato che, però, mancavano all'appello ancora 4218 metri di quello che oggi si chiama Angel Nieto. Cioè, un giro di pista. L'italiano, fermo e convinto di aver vinto conquistato un bel secondo posto, partì in esultanza, ma... altre moto sfiorarono la sua Aprilia a grande velocità.

"Che sta succedendo?" Accortosi che le ostilità non fossero concluse, Frankie diede gas, compiendo un ulteriore giro di Jerez. Non male la sua sesta posizione, ma avrebbe potuto essere migliore, decisamente migliore. In una volata furibonda, il Gran Premio sancì il successo di Reggiani, podio per Bradl e Shimuzu, poi Cadalora e Cardus. Frankie, appena dopo, esplose in lacrime di sconforto.

 Piefrancesco, uno dei più amati di sempre


Come descritto, Pierfrancesco si era fermato, aveva festeggiato - vanamente - si è accorto dell'errore e poi ha ripreso. Tutto sommato, finendo pure in un buon piazzamento finale. Tuttavia, sesto non è podio, cioè, una delle massime ambizioni per chi partecipa.

Finire comunque la gara non gli tolse le lacrime. Ma nemmeno il sorriso. Tempo dopo, lui stesso ci scherzò sopra, ironicamente. Questa caratteristica, unita alle dosi di talento ed all'estrema capcità di comunicare gioie e dolori, attirava il pubblico motociclista.

Sia nel Motomondiale che in SBK, Frankie portava in pista un numero di appassionati notevole e li faceva divertire, nelle azioni a bordo della motocicletta, nel look proposto, nel rapporto con rivali e colleghi. Sì, Piefrancesco Chili è stato uno dei personaggi più veraci del paddock. Le lacrime di Jerez lasciarono spazio ai sorrisi di Hockenheim, Assen e Donington. Jerez fu cancellata a suon di vittorie.

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