Per rivedere in pista Marc Marquez occorrerà aspettare ancora un po’ di tempo. Come passare quindi queste ultime settimane in attesa del suo rientro? Una possibilità può essere quella di fare un salto nel passato, riguardandosi magari una delle sue imprese più celebri. Magari proprio la prima, datata Estoril 2010, quando l’allora 17enne Marc decise prima di complicarsi la vita, poi di sbalordire il mondo.

La cattiva qualifica, la pioggia e la bandiera rossa


Siamo nell’ottobre 2010 e la stagione è giunta al penultimo appuntamento, in programma sul tracciato dell’Estoril. In 125 Marc Marquez, alla sua terza stagione in categoria, arriva in Portogallo da leader della classifica generale, con 12 punti di vantaggio su Nico Terol e 17 sull’attuale compagno Pol Espargarò.

Dei tre piloti coinvolti nella lotta mondiale solo Terol riesce a brillare nelle qualifiche del sabato, conquistando la quarta casella, allora valevole per un posto in prima fila, mentre Marquez e ed Espargarò non vanno rispettivamente oltre all’11° e 12° piazza. Si arriva così alla gara, dichiarata asciutta ma con il rischio pioggia davvero dietro l’angolo: un rischio che diventa realtà dopo nemmeno due giri, ma che non impedisce alla corsa di proseguire sino al settimo giro, quando viene esposta la bandiera rossa, mentre Terol comanda davanti a Marquez, Smith ed Espargarò.

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L’errore e l’impresa


Si profila così la classifica gara sprint, dalla durata di soli nove giri, con la nuova griglia disegnata seguendo fedelmente la classifica in essere nel momento dell’esposizione della bandiera rossa, ma ecco il colpo di scena. Durante il giro di formazione (il sighting lap) Marquez cade all’ultima curva, danneggiando la propria Derbi ma riuscendo comunque a ripartire, raggiungendo i box per le dovute riparazioni.

Il team Ajo si prodiga così in un miracolo, riuscendo in nove minuti a rimettere in sesto la moto dello spagnolo, che può così prendere parte al giro di ricognizione (su pista tornata asciutta) e sistemarsi in griglia, ma in 17° ed ultima posizione.

Una situazione che potrebbe mettere in difficoltà qualunque pilota, ma non il futuro dominatore della MotoGP. Marc infatti scatta perfettamente, riuscendo ad uscire dalla prima curva già in quinta piazza, nonché terzo al termine del primo passaggio. Il meglio però Magic Marc lo riserva per l’ultimo giro, quando con maestria riesce a rintuzzare gli attacchi di Terol, sino a conquistare una clamorosa vittoria davanti al connazionale ed a Smith, spettatore non pagante del duello con sfondo titolo.

Con la splendida vittoria dell’Estoril Marc ipotecò il suo primo titolo mondiale, arrivando all’ultimo appuntamento di Valencia con ben 17 punti di vantaggio su Terol, rimasto matematicamente l’unico sfidante, e costretto poi ad alzare bandiera bianca al “Ricardo Tormo”, teatro del primo iride del futuro fenomeno numero 93.

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