Comincia davvero bene la stagione MotoGP di Johann Zarco. Una bella bagarre, staccate tremende, stile di guida autoritario. Il francese del team Pramac regala alla formazione satellite Ducati un importantissimo secondo posto in gara, ottenuto nella notte di Losail: "Sono molto contento per aver ottenuto questo podio - conferma - ho effettuato una bella partenza, poi ho lottato con le Desmosedici di Miller e Bagnaia. Ho visto come Pecco riuscisse ad imprimere un buon ritmo, sono riuscito a stargli dietro, mantenendo il suo passo. Mi sentivo bene, non dico comodo, però potevo spingere parecchio".

Che strategia hai adottato?

"L'obiettivo era di risparmiare le gomme, ci stavo riuscendo ma... è arrivato Vinales. Da quel punto, la gara si è fatta dura. Ho duellato con Pecco, finendo sul secondo gradino del podio. Devo ringraziare Ducati, perché bastava aprire il gas in rettilineo e salvare il secondo posto".

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Meglio la luce naturale o quella artificiale? Dipende dai gusti. Per Johann, la scelta è dettata da un episodio:  "Di giorno, sono subito caduto nella FP1 - svela - e so che quel ruzzolone, non ha aiutato. Anzi, la mia fiducia ne è uscita inficiata. In quel momento, ho capito la differenza tra giorno, con il sole, e la sera, con buio. Mi sono detto 'ok, tengo le energie per la serata'. 

Quando hai compiuto il passo in avanti decisivo?

"Sin dai test, il passo è lavorare sulla moto, che già conoscevo da un anno. Quanto imparato nel 2020, è stato sfruttato nelle guida nelle prove prestagionali. Se si segue questo iter, tutto viene meglio. Inoltre, la Desmosedici ha compiuto uno step migliorativo. Ci sono tante piccole cose in più a dare la possibilità di giocarci le prime posizioni".

Che ambiente hai in Pramac?

"Ancor prima che la stagione iniziasse, mi sentivo a casa. Sembrava proprio di conoscerci già. Questo feeling lo avevo trovato nel team Tech3, completamente francese, per me comodo per la lingua parlata. Anche con Pramac è così: parlando in italiano, mi sento davvero nel posto giusto".

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