La trasferta di Losail ha offerto il doppio Gran Premio MotoGP desertico, per due gare in cui il team Petronas SRT ha raccolto più sabbia che buoni risultati. La classifica iridata piloti vede Valentino Rossi e Franco Morbidelli nella zona bassa, entrambi a quota 4 punti. Pochi.

Perché pochi? Le motivazioni sono diverse. Per esempio, il numero 46 è il nove volte iridato del paddock. Da lui, sebbene abbia 42 anni e più di mezza vita spesa tra viaggi, competizioni ed impegni, ci si aspetterebbe di più. Molto di più o qualcosa in più? Di più e basta. La sua penultima posizione in griglia è inaccettabile. Lui è VR46, mica un debuttante.

Anche l'italo-brasiliano saluta il Qatar con in tasca pochi granelli di gioia. Il Morbido si è dimostrato rivelazione 2020 e, a fronte dei suoi tre successi e con un pizzico di fortuna dalla sua parte, il titolo avrebbe potuto essere suo. Con tutto il rispetto per Joan Mir, naturalemente. 

Petronas (già) allo sbando?


Fatte queste premesse, ecco il bilancio e la considerazione: il team Petronas SRT appare allo sbando. Tecnico e di competitività. La seconda voce, non va ulteriormente spiegata: occorre solo consultare (nuovamente) i fogli PDF dei weekend di gara.

La prima nota, merita qualche parola in più, ma non di troppo. Per esempio: il numero 21 guida la M1 usata l'anno scorso, ritenuta "vecchia" dalla ex coppia Rossi-Vinales, con qualche piccola miglioria. Inoltre, avendo gli altri piloti Yamaha la versione evoluta 2021, non c'è interscambio di dati tra Morbidelli ed i compagni di Marca. Male. Quell'angolo di garage non ci ha capito un'acca.

Di Valentino, che dire? Putroppo, è talmente lento da essere anche difficile da giudicare. Le dichiarazioni sono le stesse da tempo: zero grip avvertito al posteriore, problemi di gomme e così via. Ha senso per lui continuare in queste condizioni? Lo stabilirà egli stesso. A noi non piace vederlo così in affanno.

La coppia Rossi-Morbidelli non è scoppiata e rischia di implodere


Amici nella vita, ottimi colleghi in Academy. Rossi e Morbidelli si rispettano e stimano fuori e dentro la pista. Bello così. Tuttavia, a ben ricordare, i due non hanno mai condiviso lo stesso box, se non al Ranch o in sessioni di allenamento. I weekend MotoGP sono altra storia. Valentino e Franco lo sanno meglio di noi.

Appunto: quello che avrebbe potuto essere un duo assortito e spettacolare, si sta rivelando un flop. Scrivere ciò può risultare esagerato? No, se guardiamo i volti (scuri) dei due piloti. No, se pensiamo che Maverick VInales e Fabio Quartararo abbiano vinto un Gran Premio a testa. No, se pensiamo che il giovane potrebbe spingere il Campione e che l'esperto potrebbe tirare la promessa.

Le dinamiche interne Yamaha sono mutate. Come dicono gli anglossassoni, hanno fatto "switch". Cioè, l'armonia precedentemente vista in Petronas è ora nella squadra ufficiale. Il disaccordo Factory si respira oggi in SRT. Come mai? La sensazione è che l'esperto non riesca a fare il Maestro e che l'Allievo non possa battere il Maestro stesso. Quando accade questo, i valori sono arenati, i podi vengono calcati dai rivali e le coppe prenderanno polvere sulle bacheche altrui.

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