Il secondo weekend consecutivo nel deserto del Qatar ha regalato spettacolo ed emozioni, nonché tanti spunti in ottica futura. Uno di questi riguarda certamente l’ascesa di alcuni rookie, che nelle rispettive categorie hanno rapidamente scalato le posizioni della classifica, risultando già degli assoluti protagonisti. Di chi stiamo parlando? Semplice, di Jorge Martin, Raul Fernandez e Pedro Acosta.

Jorge Martin: come diventare un top rider in due giorni


In un GP dove non sono mancati gli errori ed i gesti di nervosismo, il debuttante Martin non ha essenzialmente sbagliato nulla, ma andiamo per ordine. Il capolavoro del numero 89 infatti è iniziato sabato, quando contro tutte le previsioni Jorge è riuscito a conquistare la pole position, sfruttando meglio dei suoi compagni di marca la cavalleria Ducati. Nonostante ciò Jorge non ha mai alzato le proprie aspettative, dichiarando apertamente “Lottare per la sesta posizione sarebbe un ottimo risultato”.

Una previsione smentita categoricamente in gara, dove Jorge ha comandato la corsa dall’inizio sino a quattro giri (e mezzo) dal termine, senza commettere una sbavatura, senza perdere mai la concentrazione. Solo sul finale un Quartararo con un chiaro vantaggio in termini di gomme ed uno Zarco arrembante sono riusciti a privare Martin della vittoria, ma anche in questo caso Jorge ha dimostrato un’altra dote importante, ossia l’intelligenza. “Se non ci fosse stato Zarco ma un altro pilota avrei tentato di riprendermi la seconda posizione - ha spiegato nel post gara - ma Johann è un candidato al titolo, quindi ho evitato di prendere rischi”.

Insomma nulla si può eccepire alla gara del Campione del Mondo Moto3 2018, che al parco chiuso si è anche ricordato di Fausto Gresini, figura fondamentale proprio per il suo titolo nella classe leggera. Forse è presto per parlare di predestinato, ma gli ingredienti sembrano esserci tutti.

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Raul Fernandez: una seconda guida pronta a brillare


Anche nella classe intermedia l’uomo copertina (insieme ad un grande Sam Lowes) parla spagnolo, ed è il debuttante Raul Fernandez, passato in Moto2 dopo un 2020 in Moto3 incostante, ma griffato da due vittorie ed un totale di tre podi nelle ultime cinque gare della stagione.

Numeri che in parte giustificavano il passaggio di categoria dopo due annate complete nella classe d’ingresso, ma lasciavano allo stesso tempo qualche dubbio, specie per le difficoltà mostrate dallo spagnolo nel gestire le gare di gruppo. I dubbi però in Moto2 sono spariti rapidamente, grazie a due prestazioni da otto in pagella.

Se nel primo GP infatti Raul aveva mostrato di poter già far parte del gruppo dei primi, nel secondo atto del Qatar Fernandez ha mostrato i muscoli, riuscendo a scappare insieme a tre piloti (Sam Lowes, Marco Bezzecchi ed il compagno Remy Gardner) pronti per il titolo, e soprattutto con molto più esperienza rispetto a lui, conquistando inoltre un terzo posto di grande valore. Come suggerisce il titolo Raul ha giustamente iniziato la stagione con i gradi di seconda guida, avendo al suo fianco Remy Gardner nel box del team Ajo, ma chi oggi non farebbe l’azzardo di scommettere un euro su di una sua possibile vittoria del titolo?

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Pedro Acosta: il record man


Il team Ajo non dovrà tenere monitorati gli umori solo nel box Moto2, ma anche in quello Moto3, dove al fianco della prima guida (sulla carta) Jaume Masia c’è un pilota che da ieri è entrato nella leggenda, ossia lo spagnolo (anche questa volta…) Pedro Acosta. Il vincitore della Rookies Cup 2020 nel GP svoltosi ieri ha semplicemente riscritto le regole di cosa sia e cosa non sia possibile fare in una gara di mondiale, vincendo dopo essere scattato dalla pit lane.

In tanti si sono chiesti nel post gare dove finiscano i meriti di Acosta ed inizino i demeriti del gruppo, capace di consentire il rientro di un pilota staccato di oltre dieci secondi dopo lo start, ma poco importa. Il giovane spagnolo ha ribadito ad alta voce di avere i numeri del fenomeno dopo la seconda piazza ottenuta nella gara di debutto, ed ora punta dritto a conquistare il titolo già nella sua stagione di debutto.

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